Oreggia duro sulla Juventus: "La proprietà ha consegnato il club a un manager francese mediocre"

Oreggia duro sulla Juventus: "La proprietà ha consegnato il club a un manager francese mediocre"TuttoJuve.com
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di Alessandra Stefanelli
"Non puoi pensare di pareggiare contro una squadra già retrocessa o perdere in casa contro una Fiorentina senza obiettivi. È la personalità a mancare".

Intervenuto a Cose di Calcio su Radio Bianconera, Vittorio Oreggia ha analizzato il momento della Juventus dopo gli ultimi risultati negativi, puntando il dito soprattutto sulla fragilità mentale della squadra. “L’immaturità della Juventus è stata certificata soprattutto in casa e contro squadre di livello inferiore, come Lecce, Cagliari o la stessa Fiorentina”.

Secondo Oreggia, il problema non è solo tecnico ma soprattutto di personalità: “Non puoi pensare di pareggiare contro una squadra già retrocessa o perdere in casa contro una Fiorentina senza obiettivi. È la personalità a mancare”.

Struttura societaria sotto accusa

Oreggia ha poi allargato l’analisi alla struttura del club, criticando le scelte degli ultimi anni:

“Si è arrivati alla Juventus di oggi, con una proprietà che ha consegnato il club a un manager francese mediocre”.

Il riferimento è alla dirigenza attuale, ritenuta responsabile di scelte tecniche non convincenti: “Le sue scelte sono state tutte sbagliate, i risultati lo dimostrano. Serve continuità: confermerei Spalletti”

Il tecnico non si tocca

Nonostante le critiche alla società, Oreggia non invoca una nuova rivoluzione tecnica: “Non si può ricominciare tutto da zero. Confermerei Spalletti, almeno dal punto di vista tecnico. Dirigenza da rifondare e possibile ingresso di un socio forte”

Il futuro della Juventus

Infine, l’analisi si sposta sul futuro del club a livello societario: “La società va rimessa in carreggiata con dirigenti competenti e italiani”. E sulle possibili evoluzioni proprietarie aggiunge: “Un socio forte ci sarebbe già, Tether, ma forse non interessa alla proprietà. In alternativa potrebbe esserci un fondo”.