Ordine: "Egoismo dei presidenti vero virus del campionato. Nemmeno ora pensano alle colletività"

26.03.2020 14:20 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
Ordine: "Egoismo dei presidenti vero virus del campionato. Nemmeno ora pensano alle colletività"

Nel suo editoriale per Il Giornale, Franco Ordine ha parlato della situazione del calcio italiano: "Nemmeno dinanzi al corona virus sono capaci d’anteporre l’interesse della collettività calcistica, a quello della propria bottega. Riferimento al dibattito che accompagna, in Lega serie A, le discussioni sulle provvidenze da chiedere al Governo per evitare il fallimento dell’industria che produce una bella fetta del pil. A leggere in controluce le diverse posizioni, possiamo divertirci facendo un’elementare operazione e cioè abbinando a ogni presidente la posizione in classifica della propria squadra. Cosa sostiene Cellino, presidente del Brescia? «Chiudiamola qui». Per curiosità a che posizione della classifica si trova la sua squadra? In piena zona retrocessione. Lo fiancheggiano, guarda caso, Preziosi del Genoa e Ferrero della Samp: idem come sopra. La pensano allo stesso modo, e nemmeno sotto voce, nella Torino bianconera e ad Appiano Gentile per opposte valutazioni: uno perché ha il primo posto in tasca, l’altro perché sarebbe improbabile raggiungere lo scudetto. Lo scenario è molto più frastagliato. Prendete Lotito che da settimane ripete che il contagio «se sta a ritirà» e reclama perciò l’immediata ripresa di allenamenti e campionato con la sicurezza sottintesa che questa è l’occasione buona per vincere lo scudetto e strapparlo dalle maglie di Agnelli col quale si misura in singolar tenzone durante ogni assemblea telefonica. Anche Zenga, per altri motivi, è pronto a sacrificare le vacanze («giocherei anche a ferragosto») pur di mettersi subito al lavoro poiché, da quando è sbarcato a Cagliari, sulla panchina di Maran, non ha avuto il tempo di mostrare la sua abilità. È in buona compagnia. Anche ADL, che vuol dire Napoli, ha una voglia matta di riaprire i cancelli di Castel Volturno perché l’idea di non poter partecipare alla prossima Champions, perdendo 30-40 milioni, non lo fa dormire la notte. Il quesito finale è sempre lo stesso: con questi capi azienda come pensate che il calcio italiano possa uscire vivo dalla crisi che si prospetta?".