La Next Gen è il trampolino per la prima squadra? Non funziona così
La Next Gen come trampolino per la prima squadra? Nella pratica, non funziona così. Per club come la Juventus la seconda squadra è soprattutto un modo per tenere i talenti in casa e valorizzarli, così da massimizzare il ricavo quando arriva il momento di cederli. Lo dimostra la rosa attuale: Spalletti ha a disposizione soltanto due giocatori cresciuti nel vivaio, Pinsoglio in porta e Yildiz, che si muove tra centrocampo e attacco.
Salutano tutti
Anno dopo anno, la Juventus convive con costi elevatissimi, tra stipendi e investimenti sul mercato. Gli ammortamenti spingono a cercare plusvalenze, non sempre semplici da costruire. In questo quadro è quasi naturale che i giovani migliori, a costo praticamente zero a bilancio, finiscano sul mercato: ogni cessione è una plusvalenza netta. L'unica eccezione, almeno finora, è Yildiz. Se arrivassero offerte importanti, però, anche il turco sarebbe sacrificabile, perché la sua cessione varrebbe una plusvalenza secca capace di dare ossigeno a un bilancio non brillante. Quest'anno non è successo: la società ha preferito puntare su scelte che dovrebbero dare frutti fra dodici mesi, magari con il ritorno in Champions League.
Il risultato è che, a parte Pinsoglio, non c'è nessun italiano cresciuto nella Juventus in prima squadra. Eppure le giovanili bianconere continuano a giocarsi gli Scudetti di categoria, stagione dopo stagione. Evidentemente non basta.
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