Massimo Mauro incorona Platini: "Resta il più grande francese di sempre"

Massimo Mauro incorona Platini: "Resta il più grande francese di sempre"TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
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di Fabio Moretti
Massimo Mauro paragona Platini, Zidane e Mbappé: per l'ex Juventus Michel resta il più grande francese di sempre per leadership e continuità.

Per Massimo Mauro non esistono dubbi quando si tratta di stabilire chi sia stato il più grande calciatore francese della storia. L'ex centrocampista della Juventus, che ha condiviso lo spogliatoio con Michel Platini per due stagioni, considera Le Roi superiore anche a due fuoriclasse come Zinedine Zidane e Kylian Mbappé.

«Zidane e Mbappé hanno una Coppa del Mondo a testa in più, ma hanno pure tante cose in meno di Platini», è il giudizio netto di Mauro, che ricorda soprattutto la capacità del numero 10 bianconero di esaltarsi nei momenti decisivi.

«La cosa più eclatante di Michel era che non sbagliava mai le grandi partite. Poi era il vero trascinatore, il leader, l'uomo squadra, ma sempre al servizio dei compagni. E aveva la capacità di giocare sempre al 100% in tutte le zone del campo».

Zidane e Mbappé, due campioni con caratteristiche diverse

Nel confronto con Zidane, Mauro sottolinea soprattutto l'eleganza e la qualità tecnica dell'ex fantasista della Francia.

«Zizou è stato la classe e l'eleganza applicate al risultato. Ha fatto due gol nella finale del Mondiale 1998 e giocò benissimo anche la partita contro l'Italia del 2006, nonostante la macchia della testata. Pure Zidane era un uomo squadra, ma rispetto a Platini segnava molti meno gol».

Su Mbappé, invece, il giudizio è più articolato. L'ex bianconero ne esalta le qualità atletiche e realizzative, ma evidenzia anche qualche riserva.

«È l'espressione massima della fisicità e della tecnica perché ha due gambe pazzesche, una rapidità e una velocità di esecuzione straordinarie. Poi è un finalizzatore, quindi importantissimo per diventare un uomo squadra. Ma pure lui, per me, ha una macchia...».

Il carattere fa la differenza

Secondo Mauro, anche sotto l'aspetto umano Platini resta il punto di riferimento. «Platini, anche se non era facile giocarci accanto, perché pretendeva tantissimo: ti metteva sotto pressione, quasi come a volerti mettere alla prova per vedere se eri capace di stare accanto a lui oppure no».

Parole di grande stima anche per Zidane.

«Lo si può definire un "signore del calcio" perché è stato di una correttezza, di una serietà e di una educazione straordinarie».