Maritato: "Juve scuola di vita"

Maritato: "Juve scuola di vita"TuttoJuve.com
© foto di Marco Farinazzo/TuttoLegaPro.com
mercoledì 9 settembre 2015, 07:00Altre notizie
di Redazione TuttoJuve

Sul sito di Gianluca Di Marzio viene raccontata la storia dell'ex juventino Piergiuseppe Maritato, attaccante con un passato in maglia juventina: se a 12 anni, lasci famiglia, affetti, scuola ed amici per inseguire un sogno, il destino deve prima o poi ricompensarti. La storia di Piergiuseppe Maritato, attaccante classe 1989 e match winner del Sudtirol a Bergamo contro l’Albinoleffe, inizia in Calabria, precisamente a Cetraro, in provincia di Cosenza. I primi tiri in porta sono con la maglia del Real Cosenza. Da lì - poco più che bambino - il passaggio alla Juventus, così come racconta in esclusiva a gianlucadimarzio.com: “Quando ho saputo che c’era la possibilità di andare alla Juve, non ho più voluto sapere altro. Sono sempre stato tifoso della squadra bianconera e giocare a Torino era un sogno”. A 12 quindi, si è trasferito in Piemonte - 1200 km di distanza da casa - per provare a diventare calciatore vero: “Con me nelle giovanili c’erano Giovinco, Pasquato, Lanzafame, Maniero, Marchisio e De Ceglie. A Torino è stato difficile i primi tempi, lontano dalla mia famiglia e dal mio paese. Ma lì ho capito cosa vuol dire essere in una società del calibro della Juventus. C’era molta attenzione anche per il nostro andamento scolastico. Quella bianconera è prima di tutto una scuola di vita”.

Anche sul campo però, arrivano le soddisfazioni. Maritato è convocato in tutte le rappresentative nazionali giovanili: Under 15, Under 17 e Under 18. Con la maglia della Juventus segna gol a grappoli e diventa capitano degli Allievi nazionali che nel 2006, si aggiudica per la prima volta nella storia della Juve, il campionato italiano di categoria. Nel frattempo anche Capello nota Piergiuseppe che viene aggregato spesso e volentieri in prima squadra per gli allenamenti. Ma nel giro di un paio di mesi cambia la sua storia e quella della Juventus: “A Maggio 2006, prima di tornare in Calabria per le vacanze, vengo convocato in sede dove mi dicono che sarei andato in ritiro con la prima squadra a Luglio. Cuore a mille al solo pensiero che avrei potuto vivere un ritiro con campioni come Del Piero, Ibrahimovic ed il mio idolo Trezeguet”. Ma Calciopoli cambia tutto: “Torno a casa e nel frattempo, la Juve viene coinvolta in quello scandalo. A Torino cambia tutto dalla società ai dirigenti. Gli accordi verbali già trovati per il mio contratto non vengono più rispettati e decido di non rinnovare”. La Juve lo tiene un anno in naftalina ma ha bisogno di un attaccante per sostituirlo in Primavera. Pesca in Campania un giovane biondino: un certo Ciro Immobile. Chissà quale sarebbe stata la storia senza Calciopoli.

Le offerte comunque non mancano. La spunta la Fiorentina: “Nel 2008 firmo per 5 anni con i viola”. Il primo anno 14 gol in Primavera e gli ultimi due mesi insieme a Prandelli in prima squadra: “Bellissimo vivere tutti i giorni uno spogliatoio con tanti campioni. Peccato non aver esordito in A nonostante le due panchine”. La Fiorentina lo manda in giro a fare esperienza. Durante il primo anno di Gallipoli arriva la convocazione per il Mondiale Under 20 del 2009 in Egitto: “Un’esperienza indescrivibile, un trattamento stratosferico”. Oggi tantissimi di quei ragazzi giocano a livello internazionale: “Ricordo che nel Brasile c’erano Douglas Costa e Rafael del Napoli, nell’Uruguay c’era Abel Hernandez e con noi giocava Bonaventura”.

Nel frattempo il Vicenza rileva il cartellino di Maritato dalla Fiorentina e, dopo le esperienze non fortunatissime con Giulianova, Reggiana e Sorrento in Lega Pro, ecco il Sudtirol nel 2012: “A Bolzano mi sono ritrovato. Con mister Vecchi abbiamo fatto un grande campionato e siamo riusciti a centrare i play-off, poi persi contro il Carpi. E’ stato il risultato più alto della storia del Sudtirol, fino a quel momento”. L’anno positivo fa si che il Vicenza punti su di lui: “Ero già da qualche anno di proprietà del Lane, ma ancora non avevo avuto l’opportunità di giocarci”. Con Lopez in panchina cambiano le cose e Piergiuseppe trova continuità di impiego, ma soprattutto di gol. Chiude da capocannoniere della squadra con 8 gol in campionato e 1 in Coppa: “E’ stato un anno bellissimo quello di Vicenza. Eravamo un tutt’uno con i tifosi che non ci hanno mai abbandonato. Per me giocare al Menti con la maglia bianco-rossa è il massimo. Amo la città, amo la gente e sono il primo tifoso del Vicenza”.

Ma la ruota gira ancora per il verso sbagliato perché, dopo aver rinnovato il contratto fino al 2017 con i biancorossi, il Vicenza viene ripescato in B, ma Maritato alla quarta giornata, si rompe i legamenti del ginocchio sinistro al Curi contro il Perugia: “E’ stata una mazzata tremenda. Ci tenevo tanto a far bene in B con la maglia del Vicenza, ma invece è andata così”. La ripresa è lenta e la società lo manda in prestito a Gennaio, nonostante la protesta accesa dei tifosi che su Facebook creano il gruppo “Maritato resta a Vicenza” con oltre 2000 iscritti: “Si, a Gennaio sono andato a Como, anche se mi sarebbe piaciuto rimanere per poter dare una mano alla squadra. I tifosi? Mi hanno fatto commuovere. Non mi aspettavo tanto affetto da parte loro. A Como siamo riusciti a vincere i play-off e salire in B. Personalmente però, non la sento una mia vittoria al 100%, visto che ho giocato pochissimo e non sono riuscito a dare quello che avrei voluto anche per i problemi fisici”.

Il ritorno  a Vicenza è solo di passaggio, perché il Sudtirol lo richiama ed i veneti lo cedono nuovamente in prestito: “Speravo anche stavolta di poter rimanere a Vicenza, ma non c’erano le condizioni e quindi, quando ho saputo dell’offerta del Sudtirol, ho accettato senza pensarci su due volte. Ringrazio il DS Luca Piazzi per avermi riportato qui a Bolzano e spero veramente di fare bene insieme alla mia squadra. Mister Stroppa? E’ uno che ci tiene tantissimo. Ci martella e vuole sempre giocare a calcio. E’ un perfezionista e con lui mi trovo benissimo”.

Ieri l’esordio in campionato con il gol decisivo a Bergamo contro l’Albinoleffe su rigore: “Il gol mi mancava, visto che, a parte il rigore contro il Matera nei play-off con il Como, quando sono entrato appositamente per tirarlo, non ne segnavo uno da più di un anno. Spero che questo sia la ripresa di un percorso lasciato in sospeso con l’infortunio di Perugia”.

Con il Vicenza nel cuore ed il gol nel sangue. Bentornato bomber!