La Marca: "Con Yildiz e Brahim Diaz trequarti Juve di altissimo livello. Idea Suzuki affascinante"
A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Mercato Napoli: cessioni, De Bruyne e gli obiettivi sfumati
Per il Napoli sarà un mercato a rilento cosa ne pensa a riguardo?
“Avevamo già evidenziato come il mercato del Napoli sarebbe stato caratterizzato da calma e pazienza. Del resto, gli azzurri partono da una rosa già altamente competitiva e, soprattutto, con diversi calciatori da valutare attentamente prima di assumere decisioni definitive. È evidente che, finché non si concretizzeranno alcune cessioni, sarà difficile pensare all'inserimento di nuovi elementi. Allo stesso tempo, è altrettanto logico che, se il Napoli si avvicina a un determinato calciatore senza riuscire a chiudere l'operazione in tempi brevi, quest'ultimo possa valutare altre destinazioni oppure che altri club si inseriscano nella trattativa, rischiando di soffiare l'obiettivo agli azzurri. Se la strategia del Napoli è quella di sfoltire prima la rosa per poi intervenire sul mercato in entrata, sarà fondamentale lavorare con decisione sul fronte delle cessioni. Non sarà un mercato semplice, ma serviranno programmazione, lucidità e pazienza. La società dovrà muoversi con equilibrio, senza farsi prendere dalla fretta, ma al tempo stesso evitando che il trascorrere delle settimane possa compromettere gli obiettivi individuati. Solo così il Napoli potrà completare una rosa già di altissimo livello con gli innesti realmente necessari”.
Tra i calciatori che indossano la maglia del centenario c'è De Bruyne: può essere visto come un segnale della sua permanenza?
“Se De Bruyne rimarrà a Napoli, dovrà essere messo al centro del progetto tecnico. Da questo punto di vista, Allegri rappresenta una garanzia, perché nel corso della sua carriera ha sempre saputo valorizzare i calciatori di maggiore qualità, costruendo il sistema di gioco anche attorno alle loro caratteristiche. Mi aspetto che Allegri riesca a trovare le giuste soluzioni tattiche e le motivazioni necessarie per consentire a De Bruyne di esprimersi al meglio. È vero che il belga si trova nella seconda fase della sua carriera, ma possiede ancora qualità tecniche, visione di gioco e capacità di lettura delle situazioni che possono fare la differenza in Serie A. Da questo punto di vista, non escluderei nemmeno un suo impiego in una posizione più arretrata. Con il passare degli anni De Bruyne potrebbe evolversi in un ruolo maggiormente orientato alla costruzione del gioco, sfruttando la sua straordinaria capacità di impostazione e di verticalizzazione. Un po' come accaduto ad altri grandi centrocampisti nel finale della loro carriera, potrebbe diventare il vero regista della squadra, incidendo con la qualità delle sue giocate e con la sua intelligenza calcistica anche partendo da una posizione più bassa”.
Khalaili e Mario Gila, in caso di mancato arrivo, possono essere considerati dei rimpianti per il Napoli?
“Il Napoli, come riportato da diverse indiscrezioni di mercato, aveva mostrato interesse sia per Khalaili sia per Mario Gila, due profili che, almeno allo stato attuale, sembrano essere destinati rispettivamente a Inter e Milan. Occorre però comprendere quali fossero le reali valutazioni economiche effettuate dal Napoli su questi calciatori. Il rischio, infatti, è quello di cadere nell'errore di soprappagare un giocatore solo perché, nel frattempo, si sono inserite altre società, finendo così per fare esclusivamente la fortuna del club cedente. Per quanto riguarda Khalaili, parliamo di un giovane di grande prospettiva, con qualità importanti e margini di crescita notevoli. Tuttavia, arrivare a investire una cifra vicina ai 30 milioni di euro significa effettuare un investimento molto rilevante su un calciatore che deve ancora dimostrare il proprio valore ai massimi livelli. Discorso diverso, invece, per Mario Gila. Si tratta di un difensore già affermato e di assoluto valore, ma il suo contratto è in scadenza nel 2027. Proprio per questo il Napoli avrebbe potuto provare a impostare un'operazione a condizioni economiche più vantaggiose. Se, invece, la valutazione dovesse avvicinarsi ai 30 milioni di euro, sarebbe legittimo interrogarsi sull'effettiva convenienza dell'investimento, considerata la situazione contrattuale del giocatore. In questo senso, il Napoli dovrà continuare a mantenere la propria linea: individuare i profili ritenuti funzionali al progetto tecnico, ma senza farsi trascinare in aste che rischierebbero di alterare le valutazioni iniziali e di compromettere la sostenibilità economica delle operazioni”.
Brahim Diaz e Suzuki nel mirino della Juventus
Brahim Diaz può essere il giocatore di talento di cui ha bisogno la Juventus?
“Parliamo di un calciatore di altissimo livello, che durante la sua esperienza in Italia ha già dimostrato qualità importanti e che, una volta rientrato al Real Madrid, è riuscito a ritagliarsi uno spazio significativo in una delle squadre più forti al mondo. Nel corso degli anni è cresciuto molto, anche grazie al percorso con la nazionale marocchina, della quale è diventato uno dei principali riferimenti tecnici. Un giocatore con le sue caratteristiche farebbe la differenza nel campionato italiano. La sua capacità di saltare l'uomo nello stretto, l'imprevedibilità nell'uno contro uno e la qualità nelle giocate offensive rappresentano doti che pochi calciatori possono vantare in Serie A. In una Juventus che punta ad alzare il livello tecnico della rosa, la possibile coesistenza con Kenan Yıldız potrebbe dare vita a una trequarti di assoluto valore, capace di coniugare fantasia, qualità e imprevedibilità, rendendo l'attacco bianconero molto più difficile da contenere”.
Suzuki è il nome giusto per la porta della Juventus?
“È un'idea molto affascinante, soprattutto perché parliamo di un portiere classe 2002, già emergente ma con un'esperienza tutt'altro che trascurabile. Con il Parma ha disputato due stagioni in Serie A, mettendosi particolarmente in evidenza nella prima, quando è stato una delle rivelazioni del campionato. Nella scorsa stagione, invece, un infortunio ne ha limitato l'impiego, ma una volta rientrato nella seconda parte dell'annata è riuscito a ritrovare la migliore condizione, tanto da disputare un ottimo mondiale, dove si è confermato tra i portieri più brillanti della competizione. Si tratta di un estremo difensore giovane, con ampi margini di crescita e già abituato al calcio italiano. Qualora la Juventus decidesse di puntare su di lui, sarebbe però necessario concedergli il tempo di adattarsi a una realtà così prestigiosa e ricca di pressioni. Investire su un profilo del genere significherebbe scegliere quello che potrebbe diventare il portiere del presente e, soprattutto, del futuro bianconero. Naturalmente l'operazione non sarebbe semplice. Oltre a richiedere un investimento economico importante, sul giocatore c'è anche il forte interesse di diversi club di Premier League. La Juventus, tuttavia, potrebbe provare a ridurre l'esborso economico inserendo nell'operazione una o più contropartite tecniche gradite al Parma, rendendo così la trattativa più sostenibile”.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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