Longhi sul Torino: "i diritti televisivi non sono ai livelli della Juventus o delle grandi squadre"
Ai microfoni di Radio Sportiva il giornalista Bruno Longhi ha analizzato l'andamento del Torino facendo riferimento anche alla Juventus: «Cairo dice che va tutto bene perché ovviamente lui, dal suo punto di vista, non vuole fare il passo più lungo della gamba. E da questo punto di vista dobbiamo soltanto apprezzarlo, perché il calcio va gestito nel segno della sostenibilità ed è quello che sta facendo lui. Se poi non arrivano i risultati, non è che dipenda esclusivamente da lui, dipende anche da chi fa mercato, tant'è che quest'anno è la prima volta, da quando c'è Cairo al timone del Torino, che vengono cambiati sia allenatore che direttore sportivo. I tentativi ci sono continuamente. Purtroppo il bacino d'utenza del "Toro" è piccolo, i diritti televisivi sono quelli che sono, non sono ai livelli della Juventus o delle grandi squadre, per cui lui fa il passo secondo la gamba.
Però se non ha la fortuna di imbroccare dei giocatori che ti cambiano il volto della squadra o un allenatore che sia un super — finora non ne ho visti, non ho visto un Fabregas arrivare a Torino — è chiaro che le cose poi vanno in questo modo. E quindi, insomma, l'impegno da parte sua c'è. È tutto il resto che non funziona. Ma ripeto, il presidente può metterci quel tot di liquidità ogni anno per cercare di tappare i buchi, sempre nel segno della sostenibilità, ma se non vende purtroppo il Torino deve andare avanti ad accontentarsi».
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