L'ex Chedjou avverte il Galatasaray: "La Juve in casa è Platini, cercherà vendetta e proverà a segnare subito. Yildiz dolce per i miei occhi, su Yilmaz..."
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato, in esclusiva, l'ex calciatore del Galatasaray dal 2013 al 2017, Aurelien Chedjou, per avere la sua opinione sul ritorno del play-off di domani sera e non solo:
Tra tutte le sfide di andata dei play-off, quella tra Juventus e Galatasaray risulta essere quella col maggior distacco (+3 per i turchi). Dunque possiamo dire che è già fatta e che il ritorno sarà solo una formalità per Osimhen e compagni?
"No no, ma quale formalità. Per il Galatasaray non sarà affatto semplice, anche perché parliamo di una squadra come la Juventus che tra le mura amiche è Platini. E cercheranno vendetta non contro gli avversari, bensì contro loro stessi per quello che hanno mostrato la scorsa settimana a Istanbul. Sono convinto che scenderanno in campo per segnare al più presto e riaprire i giochi.
C'è più merito del Gala per quel 5-2 o più demeriti della Juve?
"Più merito del Galatasaray, sinceramente, perché hanno giocato un match davvero di grande intensità. E senza dimenticarci dell'ottima difesa mostrata per tutti i 90. I giocatori della Juventus hanno commesso molti errori, è vero, ma c'è da dire che la maggior parte di questi sono stati propiziati dal pressing alto dei padroni di casa".
A parte l'intensità e il pressing alto, in cosa è stato più forte il Galatasaray lo scorso martedì?
"Erano davvero in grande fiducia e sicuramente li rivedremo così anche domani sera. Ma analizzo la Juventus e ricordo come ai tempi avesse dei giocatori di responsabilità e in grado di cambiare le sorti di una partita in ogni momento. Ora la squadra non sta facendo una grande stagione, in campionato hanno quasi 20 punti di ritardo dall'Inter e quindi non mi sembrano molto fiduciosi".
Sei rimasto sorpreso dal fatto che Luciano Spalletti si sia presentato al Rams Park con Weston McKennie, di professione centrocampista, come attaccante centrale?
"Non riuscivo a capire perché McKennie giocasse come attaccante Oggi possiamo dire che è stata una scelta sbagliata, ci sono attaccanti bravi come Openda e David che era infortunato. Avrebbe dovuto mettere titolare il primo, almeno secondo me".
Sappiamo che la Juventus non avrà nulla da perdere. Pensi che Okan Buruk giocherà in difesa per riuscire a difendere il vantaggio?
"Conosco Okan Buruk, non è affatto un allenatore difensivo. Verranno lì e cercheranno di segnare, soprattutto Osimhen - se ci sarà - che ha giocato molto in Italia. Il Galatasaray giocherà in maniera molto offensiva, senza guardare al vantaggio di tre gol".
Hai detto che giocheranno all'attacco fin dai primi minuti, ma a parte quello che partita ti aspetti dalla Juve?
"Sicuramente giocherà con più concentrazione ed eviterà tutti quegli errori in cui sono incappati nella gara di andata. Mi aspetto un gol nei primi venti minuti, ma dovranno fare un qualcosa di ancora più speciale per riuscire a passare il turno. La storia e il blasone non scendono in campo".
La stampa turca ha parlato molto di Yilmaz negli ultimi giorni e lo ha accostato alla Juventus. Sarebbe il giocatore giusto per fare la differenza per la Vecchia Signora nel prossimo futuro?
"Sta giocando davvero una buona stagione, contro la Juventus è stato fantastico. E' un giocatore che volendo potrebbe far bene anche in Italia con la maglia della Juve, però chiaramente non sarebbe una sfida semplice. Quella maglia è pesante e sempre carica di aspettative e pressioni"
Una riflessione su Yildiz: pensi che diventerà un grande campione?
"Yildiz è il mio giocatore preferito nella Juventus in questo momento, ha un modo di giocare davvero molto dolce per gli occhi di chi lo guarda. Mi piace molto. E' il giocatore che è il più vivo nel gioco dei bianconeri, ma dovremmo chiedergli di più. Può essere ancora più efficace a livello di gol e assist".
Cosa ricordi della partita del 2013 a Torino, dove pareggiaste per 2-2?
"La prima cosa che ricordo ancora, anche a distanza di così tanti anni, è l'atmosfera. Sapete sono cresciuto tifando Juventus, ho ammirato e adorato la squadra con Pessotto, Zidane, Deschamps, Del Piero, Trezeguet, Ravanelli, Tacchinardi, Montero, Iuliano, Zambrotta, Conte, Nedved, Ferrara e Peruzzi. Erano pazzeschi, ogni anno erano lì a giocarsi le finali di Champions. Il fatto di affrontarli fu molto speciale per me, si realizzò uno dei miei sogni. Certo non era lo stadio 'Delle Alpi' che vedevo da bambino, ma ragazzi ero lì a competere con loro. Finì 2-2 con un nostro gol nei minuti finali, ma al fischio finale indossai la maglia della Juventus. Ricordo ancora la bellissima sensazione".
Quella Juventus, quella del 2013 e quella dell'anno successivo, avrebbero meritato di vincere la Champions League?
"Sì, erano fortissimi anche all'epoca. Prima ho parlato dei campionissimi ammirati da ragazzino, ma quella Juve che affrontai da calciatore aveva molti fuoriclasse come Buffon, Bonucci, Chiellini, Pogba. Tevez, Marchisio. Erano all'altezza per poter vincere la Champions, ma purtroppo sulla loro strada trovarono Barcellona e Real Madrid che erano più forti. Non hanno vinto, ma tutti avranno sempre rispetto per loro"
Si ringrazia Aurelien Chedjou per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
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