Leali a La Stampa: "Gioco e imparo sognando Buffon. Gigi impressionante. In ritiro..."

Leali a La Stampa: "Gioco e imparo sognando Buffon. Gigi impressionante. In ritiro..."
sabato 29 dicembre 2012, 20:15Altre notizie
di Redazione TuttoJuve

Il giornalista de "La Stampa", Massimiliano Nerozzi, ha fatto 10 domande a Nicola Leali, promettente portiere di proprietà della Juventus e attualmente in forza al Lanciano. Ecco le parole dell'erede designato di Gigi Buffon, riportate dal quotidiano torinese:

Nicola Leali, come si vive a 19 anni, nella porta del Lanciano, da nuovo Buffon?
«Bene, ma ci andrei piano. Io sono all’inizio e Buffon è un fenomeno: visto da vicino fa ancora più impressione».

Un ricordo del ritiro estivo con la Juve?
«In allenamento era pazzesco. Filippi (preparatore dei portieri, ndr) tirava, e mica piano, e lui si tuffava e bloccava, tranquillo. Con la mano di richiamo solo una volta, come fosse nello spot dell’acqua minerale. Io tutto sudato, mi chiedevo: e questo come fa? È sempre stato il mio idolo, figurarsi ora».

Difficile non montarsi la testa dopo essere stato alla Juve? 
«Al contrario. Vedi questi campioni, vedi come lavorano, e capisci una cosa: che devi pedalare anche tu».

Portiere da sempre?
«Quando ero ragazzino facevo il centrocampista, poi un giorno andai a comprare un paio di scarpe, e mi regalarono dei guanti: avevo sette anni, stavo a Cavriana (Mantova), e cominciai in porta. Mi divertivo, anche grazie all’allenatore, Girardi, ex portiere di Mantova e Inter».

Il giorno in cui è diventato un mestiere?
«Forse quando arrivai in Primavera, un po’ di più quando sono arrivato in prima squadra. Fin lì era stato un sogno. Poi è arrivata la Juve e sono stato contentissimo, non me l’aspettavo: la miglior squadra d’Europa».

Quella del cuore quale era?
«Il Milan, quella di mia sorella Monica e di mio papà, Andrea, che ora però s’è quasi convertito alla Juve. Mia mamma, Neris, invece evita lo stadio: troppa tensione e paura».

Ora tifa Juve?
«La guardo sempre in tv e avendo vissuto con loro l’estate capisco anche come possono fare questi risultati straordinari: la voglia di lavorare e la mentalità vincente».

La miglior parata e il peggior errore?
«Una con il Modena, perché sui rigori (due presi) non fai mai belle parate. Però sei bravo se li prendi, anche se l’attaccante ha tirato male. Il peggior errore, invece, non saprei».

Meglio giocare in serieB, con il Lanciano, o fare panchina dietro a un fenomeno?
«Bel dilemma. A 19 anni forse è meglio giocare, uno o due anni, e imparare un sacco di cose, come sto facendo qui, lottare per meritarti il posto. Ma anche fare il secondo a Buffon sarebbe una cosa fantastica».

Adesso la Juve è un sogno o un obiettivo?
«Ora l’obiettivo è dare il massimo qui. Poi sono della Juve e lì vorrei tornare: ma l’importante è non avere rimpianti »