La politica studia il commissariamento
Riforma FIGC e corsa alla presidenza: Malagò e Abete al lavoro, il Governo studia il commissariamento, ne parla Il Giornale.
Due percorsi paralleli che potrebbero presto incrociarsi: da una parte la corsa alla presidenza della FIGC, dall’altra la riforma del calcio italiano allo studio del Governo. Un doppio binario che sta ridefinendo il futuro del sistema calcistico nazionale, tra equilibri politici e nuove regole.
Prosegue il dialogo tra i possibili candidati alla guida della Federazione, Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Dopo i colloqui con le Leghe di Serie A, B e C, i due si sono confrontati anche con associazioni di allenatori e calciatori, che rappresentano circa il 30% dell’assemblea elettiva.
L’obiettivo è costruire un programma condiviso per rilanciare il calcio italiano, ma emerge anche una novità: l’idea di affiancare al futuro presidente una figura di alto profilo, con competenze tecniche ed esperienza internazionale.
Identikit che porta a Paolo Maldini, ex direttore tecnico del Milan, considerato il candidato ideale per un ruolo strategico accanto alla presidenza. Una soluzione che rafforzerebbe la governance federale con una figura riconosciuta a livello globale.
Riforma calcio: la bozza del Ddl del Governo
Parallelamente, il Governo lavora a una nuova legge di riforma del calcio. Tra i punti principali: incentivi economici per i club che valorizzano giovani dei vivai, soprattutto italiani e selezionabili per la Nazionale, revisione della distribuzione dei diritti TV (superando l’attuale Legge Melandri), riduzione dei costi e nuove entrate, tra cui una quota derivante dalle scommesse, sanzioni più dure contro la pirateria audiovisiva.
Le risorse saranno destinate a settori chiave come infrastrutture, centri federali, calcio giovanile, femminile e dilettantistico, oltre alla lotta alla ludopatia.
Il tema più delicato riguarda il possibile commissariamento della FIGC. Nella bozza del Ddl si prevede che possa scattare non solo in caso di stallo istituzionale, ma anche per risultati insufficienti delle Nazionali.
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