La Juve trema: ancora Sozza, Maresca e Abisso, riemergono i cattivi pensieri. Il "doblete" interista spacciato per impresa straordinaria dai soliti media, ma poco prima c'è chi ha fatto (cinque volte) meglio

La Juve trema: ancora Sozza, Maresca e Abisso, riemergono i cattivi pensieri. Il "doblete" interista spacciato per impresa straordinaria dai soliti media, ma poco prima c'è chi ha fatto (cinque volte) meglio
Oggi alle 00:25Il punto
di Luigi Schiffo

Credo che i tifosi della Juve, che per caso abbiano seguito le semifinali di Coppa Italia, abbiano avuto alcuni pensierini…

Intanto il Como, che con la Juve non concede nulla (doppio 2-0 per i lariani in campionato, uno con Tudor, l’altro con Spalletti) e  che invece con l’Inter se va sul 2-0 finisce male (in campionato come in Coppa Italia). Sicuramente merito della forza offensiva dei nerazzurri, ma qualche maledizione sarà partita all’indirizzo di Fabregas e dei suoi ragazzi. E magari anche all’indirizzo dell’arbitro Sozza, che ha sorvolato su un possibile rigore e un possibile rosso entrambi su Acerbi.

Proprio Sozza designato per il prossimo Milan-Juve con Abisso al Var (era Avar in Inter-Juve 3-2, quello di Kalulu-Bastoni, del rigore ignorato su Mc Kennie e del gol partita con contrasto dubbio in avvio di azione) e Maresca Avar. Maresca, quello della finale di Coppa Italia vinta 1-0 dalla Juve con l’Atalanta, quello del “dov’è Rocchi” di Allegri, esasperato per l’arbitraggio che aveva avuto il suo episodio-clou in un clamoroso rigore negato a Vlahovic.

 Quella sera non si sentirono lamentele dei vertici bergamaschi, così come non si sentirono nella gara dei quarti di questa edizione della Coppa Italia quando l’arbitro Fabbri fu richiamato dal Var Abisso (toh, ancora lui) per assegnare un rigore per un tocco di mano impercettibile di Bremer (tanto impercettibile che Palladino chiese “ma è rigore per noi o per loro?” visto che nel frattempo si era andati dall’altra parte del campo) e si dimenticò di richiamarlo per la “cravatta” subita da Cambiaso in piena area bergamasca.

Questa volta l’arbitro Colombo in Lazio-Atalanta ha interpretato come non punibile il mani di Gila e come punibile l’immediatamente successivo intervento di Krstovic a cui è stato annullato il gol (Abisso e Maresca, Var e Avar, ri-toh!). Ma guarda un po’…un rigore per intervento di Gila e un gol annullato subito dopo, chissà cosa avrà ricordato ai tifosi bianconeri. Forse Juve-Lazio 2-2, con quanto successo sullo 0-0 in modo decisamente più clamoroso (arbitro Guida, con, in sala Var, Mazzoleni e naturalmente Maresca): falciata di Gila su Cabal e gol di Koopmeiners annullato per un fuorigioco “geografico” di Thuram che non ostruiva minimamente la visuale al portiere.

Guarda caso poi lo stesso Colombo che in Lazio-Juve 1-0 all’andata di quest’anno negò un clamoroso rigore a Conceicao nella ripresa, non coadiuvato da Meraviglia e -indovinate un po’?- l’immancabile Maresca in sala Var. Insomma, i tifosi bianconeri tra Atalanta e Lazio avranno avuto tanti bei ricordi del recente passato. Così anche tra Colombo, Abisso, Maresca e compagnia (evidentemente la cerchia per certe designazione è piuttosto ristretta per Rocchi).

E qualche mal di pancia quando si è scoperto che il paratutto 21enne Motta è scuola Juve, ceduto per un tozzo di pane alla Reggiana e da qui approdato alla Lazio.

A proposito della Lazio, una curiosità sarà venuta non solo ai tifosi bianconeri: ma i suoi tifosi, vista la finale in casa con i “gemellati” dell’Inter, saranno sugli spalti dell’Olimpico, oppure l’unica interruzione dello sciopero iniziato mesi fa resterà quella per la sfida con il Milan in quel momento rivale diretta dei nerazzurri per lo scudetto? O magari lasceranno esposto sugli spalti semideserti quello striscione che nel 2010 “celebrò” lo scudetto andato all’Inter anziché alla Roma “OH, NOOO”, nel caso in cui la squadra di Chivu segnasse il gol che vale la Coppa Italia?

Nell’eventualità di un successo interista prepariamoci anche alle celebrazioni mediatiche trionfalistiche dello straordinario “doblete” (“doppietta” o “accoppiata” non faceva abbastanza rumore) nerazzurro. Grande impresa, mica come chi vinceva nove scudetti consecutivi, con quattro “doblete” e un “tripletino” comprensivo di Supercoppa. Eh no, in quel caso la squadra più forte aveva solo fatto il suo dovere, confermandosi anzi solo “fino al confine” per aver perso le finali di Champions con Barcellona (rigore negato su Pogba, ovviamente quasi mai ricordato) e Real Madrid.

Questa volta il confine è stato presidiato dal Bodo, vuoi mettere? (P.S. il fatto che l’unica squadra italiana a sconfiggere i norvegesi in casa loro sia stata la Juve di Spalletti, ovviamente non merita attenzione).