Kolo Muani a Dazn: “Sono pronto a fare di tutto per Spalletti. Qui sto bene. So che il gol arriverà. Su Woltemade…”

Kolo Muani a Dazn: “Sono pronto a fare di tutto per Spalletti. Qui sto bene. So che il gol arriverà. Su Woltemade…”TuttoJuve.com
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di Benedetta Demichelis
Randal Kolo Muani ha parlato a pochi giorni dalla sfida contro il Milan. L’attaccante francese si è soffermato su questo inizio di stagione

Randal Kolo Muani ha parlato in esclusiva ai microfoni di Dazn. Ecco le sue parole riprese da TuttoJuve.com: 

Ciao, Kolo. Come stai?
“Bene, bene”.

Ti senti bene, pronto per questo inizio di stagione?

“Sì, sono contento di essere qui con il mister e i miei compagni. Mi sento molto bene, abbiamo vinto due partite, quindi sono felice”.

Da quello che abbiamo sentito, abbiamo notato che hai fatto di tutto per tornare alla Juventus. Perché lo volevi così tanto?
“Per me è davvero importante perché quando vengo qui tutti sono cordiali con me, come una famiglia. Lo sono tutti: i miei compagni di squadra e la società. Per questo motivo mi sento molto bene qui e per me era molto importante tornare”.

Spalletti, nelle ultime interviste, ha detto che devi mettere un po’ più di sangue in campo. Sai perché?
“Sì, perché sa quando posso farlo. Mi ha detto che devo essere un po’ più aggressivo. Sono consapevole, lavoro solo per questo. So cosa posso fare in campo. Sono disposto a fare tutto per lui”.

Che cosa pensi di lui? Che rapporto avete? 
“Come allenatore e un giocatore. È solo un semplice rapporto tra giocatore e allenatore. Per me il giocatore deve lottare per l’allenatore, per il club e per i tifosi. Questo è davvero importante”.

In Italia parliamo sempre dei gol che un attaccante deve segnare per la squadra. Sei un attaccante che soffre quando non segna molto? Oppure preferisci lavorare bene per la squadra, anche senza segnare?
“Questo non accade solo in Italia, ma anche nel mondo. Tutti sanno che l’attaccante deve segnare. Sono importanti le statistiche, sia i gol che gli assist. Per me una cosa è davvero importante: giocare bene. So di essere un attaccante, ma se la squadra vince, non segno o realizzo assist, sono comunque contento. Voglio migliorare, voglio segnare più gol. Quindi devo segnare”.

Quindi non hai paura di non segnare per alcune partite di fila?
“No, non ho paura, perché so che i gol arriveranno. La stagione è lunga, quindi arriveranno alcuni gol. Non sono preoccupato per questo”.

Si dice che indossare adesso la maglia numero 9 della Juventus sia un po’ più difficile, perché c’è molta pressione. È così?
“Per me non c’è nessuna pressione in più. Quando indossi la maglia della Juventus c’è già la pressione, perché è un grande club e devi migliorare ogni giorno. Non si tratta di numeri di maglia”.

È appena arrivato un altro attaccante, Woltemade. Secondo te potete giocare insieme da titolari? Ti senti meglio come centravanti puro o giocando dietro un attaccante?
“Posso giocare con tutti. L’allenatore mi mette in campo e gioco. Posso giocare da solo o con un altro attaccante, sono pronto a tutto. Tutto qui”.

Hai già detto qualcosa a Woltemade?
“Sì, ho parlato con lui. È un bravo ragazzo, è un grande giocatore. Sono molto felice che lui sia qui”.

Potrebbe nascere una nuova coppia…
“Sì, forse. Perché no?”.

Parlami di più di te fuori dal campo. Conosciamo ogni dettaglio della tua vita calcistica, ma fuori dal campo che tipo di persona sei?
“Sì, si sa poco della mia vita fuori dal campo. Voglio essere riservato. Resto a casa con la mia famiglia. Alcune volte non voglio uscire da qualche parte, anche quando c’è bel tempo. Sto a casa, semplicemente a rilassarmi con la mia famiglia”.

Sembra farti davvero bene giocare in Italia.
“Sì, mi piace, mi piace questa sensazione. Mi piacciono le persone e i tifosi. Qui sono tutti molto gentili”.

Cosa mi dici di Torino?
“È una grande città. Quando arriva la mia famiglia, giriamo in città: è molto tranquilla. Le persone sono molto divertenti e sorridenti. Sto bene qui”.

Invece, cosa mi dici dei tuoi compagni di squadra? So che tu e Kalulu siete grandi amici.
“Sì, perché è francese, ma sono amico di molti giocatori, come Manuel Locatelli, Pinsoglio, McKennie, Chico, Kenan e molti altri. Parlo davvero con tutti”.

Chi è il più pazzo?
“McKennie”.

Raccontami un aneddoto che lo riguarda.
“Quando siamo andati in Australia ballava sull’aereo. Penso che abbia ballato per due ore. Tutti erano stanchi, tranne lui”.