Juventus.com - Juve in the world: Copenhagen

30.03.2020 13:00 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Juventus.com - Juve in the world: Copenhagen

La prima visita in un posto mai visto è sempre la migliore. Il piacere della scoperta, il fascino dell'inedito, la curiosità per la novità: chi non ha mai provato questa particolarissima sensazione (e vi invitiamo subito a un test, in questi giorni di doverosa permanenza a casa: la vostra mente vola verso luoghi già visitati o prefigura viaggi futuri?). Nel caso della Juventus di Copenaghen, a rafforzare l'idea che il meglio lo si vive subito ci sono i risultati. Che per la Coppa dei Campioni, il 15 settembre 1982, dicono che la prova d'esordio nella capitale danese è andata più che bene: vittoria per 4-1 sull'Hvidovre, cancellate le ombre del debutto in campionato con la clamorosa sconfitta in casa della Sampdoria per 1-0, ripristinata la fiducia nei confronti della squadra probabilmente più attesa che ci sia mai stata ai nastri di partenza della stagione. Il motivo? Semplice: l'estate del Mundial spagnolo con 6 bianconeri campioni nell'Italia di Enzo Bearzot, con in più i nuovi arrivi di Michel Platini e Zbigniew Boniek, stelle di Francia e Polonia. Michel, per l'appunto, Paolo Rossi, Sergio Brio e Antonio Cabrini firmano il poker della storica prima ufficiale a Copenaghen e la partecipazione corale alla goleada è un'ulteriore indizio di quanto il complesso bianconero sia fortissimo in ogni reparto.   

Non altrettanto positive sono le altre prove in Champions League, risalenti all'ultimo decennio, entrambe sotto la gestione di Antonio Conte. Due pareggi per 1-1 con due avversari diversi – il Nordsjaelland e il Copenaghen -, due inciampi dal peso diverso: il primo ininfluente per la qualificazione nel girone (2012-13); decisivo il secondo, a conti fatti nella classifica finale (2013-14). Similitudini nei due incontri: Juve in svantaggio; Mirko Vucinic e Fabio Quagliarella a rimediare; una quantità di occasioni fallite da produzione industriale. Meglio, decisamente meglio, ciò che è successo la stagione successiva a Malmoe, la città svedese collegata a Copenaghen dal ponte Oresund (come ben sa chiunque non c'è mai stato ma ha seguito la fortunata serie tv The Bridge): 0-2, gol di Llorente e Tevez, nessun problema.

UN VIAGGIO NEL PASSATO

La prima volta, per la verità, è anche un viaggio nel passato. Perché per il Presidente Giampiero Boniperti la Danimarca è un déjà-vu, un ritorno ai giorni di giugno del lontanissimo 1953, quando la Signora gioca una serie di amichevoli nel Paese, due delle quali a Copenaghen, sconfiggendo il B93 2-1 e l'Alliance 4-2 (e quindi sono 5, tra impegni ufficiali e non, i club della città affrontati nel corso del tempo, non male per un luogo che istintivamente non assoceremmo al calcio...). Quella Juve, del resto, è piena di campioni danesi e la sfida di Coppa dei Campioni è l'occasione per una bella rimpatriata con i compagni di un tempo: Karl Aage Praest, Karl Aage Hansen e John Hansen (ononimi, non fratelli). E proprio John, titolare di un'agenzia pubblicitaria appese le scarpette al chiodo, presenta l'Hvidovre come una “formazione di dilettanti che hanno poca tecnica e grande cuore”. Che corrono il rischio di emozionarsi troppo, perché 45.000 spettatori nel proprio stadio non li hanno mai avuti. Al contempo, è indicativo di cosa significasse affrontare la Juve il particolare premio partita strappato dai giocatori alla società, con una tabella a scalare  dalla vittoria “impossibile” alla sconfitta con uno scarto di gol limitato.

STORIA DI FINN

In mezzo a quel pubblico entusiasta di vedere la Juve dal vivo, idealmente c'è un tifoso speciale di nome Finn. La sua esistenza è su pellicola perché è uno dei personaggi di Italiano per principianti, film diretto da Lone Scherfig nel 2000. Un'opera di buon successo, distribuita anche nel nostro Paese, che racconta la passione per la lingua italiana di un gruppo di danesi. Finn è un appassionato di calcio, innamorato della Juventus, va alle lezioni sfoggiando con orgoglio la maglia bianconera. Non è quella ufficiale, presenta un colletto a V non ortodosso, ma l'omaggio ai nostri colori è decisamente simpatico.