Juventus, il vero pericolo sono le transizioni avversarie: i gol di Cagliari e Celta sono due campanelli d'allarme
C'è un problema che la vittoria della Juventus contro il Celta Vigo non deve assolutamente nascondere. Non riguarda soltanto la qualità della manovra offensiva, la difficoltà nel creare occasioni o la scarsa continuità di alcuni giocatori. Il vero rischio per la squadra di Luciano Spalletti è rappresentato dalle transizioni avversarie, situazioni nelle quali i bianconeri continuano a mostrare fragilità evidenti. Il gol subito contro il Cagliari e quello incassato a Vigo presentano caratteristiche differenti nella loro esecuzione, ma hanno un elemento comune: la Juventus concede agli avversari la possibilità di sviluppare un'azione rapida senza riuscire a proteggere adeguatamente gli spazi. Due partite consecutive, due reti subite e un campanello d'allarme che non può essere ignorato.
Cagliari, la Juventus si fa sorprendere da un'azione rapida
Contro il Cagliari, la squadra di Spalletti ha subito il gol di Daniel Maldini al termine di una giocata veloce e ben costruita dai rossoblù. Maldini ha partecipato allo sviluppo dell'azione, ha trovato la collaborazione di Mendy e si è inserito per concludere da posizione favorevole. Una situazione nella quale la Juventus non è riuscita a contrastare efficacemente la progressione avversaria e a chiudere gli spazi davanti alla propria porta. Il problema non riguarda necessariamente un singolo difensore. Quando un avversario riesce a sviluppare una combinazione rapida e ad arrivare alla conclusione con troppa facilità, bisogna interrogarsi anche sulla posizione dei centrocampisti, sulle coperture preventive e sulla capacità di reagire immediatamente alla perdita del pallone.
Sono aspetti fondamentali per una squadra che vuole mantenere il controllo delle partite.
Celta Vigo, un gol diverso ma una fragilità simile
A Vigo il vantaggio degli spagnoli è arrivato attraverso uno sviluppo sulla fascia che ha messo in difficoltà la struttura difensiva bianconera. Cambiaso è stato superato troppo facilmente, il Celta ha trovato spazio per servire il pallone verso il lato opposto e Hugo Álvarez ha concluso senza un'opposizione sufficientemente efficace. L'episodio presenta una dinamica diversa rispetto alla rete di Maldini, ma la somiglianza più preoccupante riguarda la risposta collettiva della Juventus. Anche in questa occasione gli avversari sono riusciti a sfruttare gli spazi disponibili e a trovare un giocatore libero in una zona pericolosa. Non basta quindi limitarsi a individuare chi abbia perso il duello individuale. Bisogna chiedersi perché la squadra non sia riuscita a compensare quell'errore, chi dovesse proteggere la zona lasciata scoperta e perché i movimenti difensivi siano arrivati in ritardo.
Spalletti ha individuato il problema: riaggressioni troppo lente
Le parole dell'allenatore dopo la partita di Vigo confermano che il problema è stato individuato. Spalletti ha sottolineato la lentezza della squadra nelle riaggressioni e la difficoltà di recuperare rapidamente le posizioni quando il Celta riusciva a superare la prima pressione. È un aspetto particolarmente importante. Nel calcio moderno, perdere il pallone non rappresenta necessariamente un problema se la squadra è organizzata per recuperarlo immediatamente oppure per rallentare la ripartenza avversaria. La Juventus, invece, in alcune situazioni sembra trovarsi in una posizione intermedia: troppi uomini davanti alla linea del pallone per difendere con ordine, ma non abbastanza vicini agli avversari per riconquistarlo rapidamente. Il risultato è una squadra che si allunga, perde compattezza e concede spazi.
Il problema riguarda anche il centrocampo
Quando si parla di transizioni difensive, l'attenzione si concentra spesso sui difensori. In realtà, il lavoro dei centrocampisti è altrettanto importante. Se la Juventus perde il pallone durante una fase offensiva, chi si trova nella zona centrale deve essere pronto a interrompere la progressione avversaria, proteggere le linee di passaggio e consentire alla difesa di ricompattarsi. A Vigo, invece, il Celta è riuscito più volte a trovare un uomo libero tra le linee, costringendo i bianconeri a rincorse dispendiose.
Contro la Lazio servirà una Juventus diversa
La prossima partita contro la Lazio rappresenta un banco di prova importante. La Juventus non può continuare a concedere agli avversari situazioni favorevoli nelle ripartenze, confidando poi nella capacità degli attaccanti di recuperare il risultato. Contro il Celta è andata bene. Contro il Cagliari la rimonta si è fermata al pareggio, ma affidarsi sistematicamente alla reazione dopo aver subito un gol non può essere una strategia sostenibile. Spalletti deve lavorare soprattutto sulle distanze tra i reparti, sulle coperture preventive e sulla velocità della riaggressione. I gol di Cagliari e Vigo non sono identici, ma raccontano una fragilità comune: la Juventus fatica a controllare gli spazi quando gli avversari accelerano. È questo il difetto da correggere con maggiore urgenza.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

