Juventus, bocciatura totale per Comolli: Ravezzani lo attacca, “Nessun colpo alla…”
Tiene banco l’addio di Damien Comolli alla Juventus. Il dirigente francese, arrivato con grandi aspettative e con la reputazione di scopritore di talenti, sembra aver pagato soprattutto alcune scelte che non hanno convinto né la proprietà né l’ambiente bianconero. Sotto accusa ci sono in particolare le operazioni di mercato della scorsa estate e la mancata crescita qualitativa della rosa, che non avrebbe compiuto il salto di livello atteso dopo gli investimenti effettuati.
Mercato deludente e rendimento sotto le aspettative
Tra i motivi che avrebbero pesato sulla valutazione del lavoro di Comolli ci sarebbe il rendimento di alcuni dei principali acquisti. Giocatori come David, Openda e Zhegrova erano stati accolti con entusiasmo e considerati innesti in grado di aumentare il tasso tecnico della squadra. Tuttavia, il loro contributo non è stato all’altezza delle aspettative create al momento dell’arrivo.
La Juventus, infatti, si attendeva un impatto immediato e una maggiore continuità di rendimento da parte dei nuovi innesti. Invece, nel corso della stagione sono emerse diverse difficoltà che hanno impedito alla squadra di compiere quel definitivo salto di qualità che tifosi e società auspicavano. Le critiche si sono così concentrate sulle strategie adottate dal dirigente francese e sulla capacità di individuare profili realmente funzionali al progetto tecnico.
Ravezzani attacca Comolli sui social
A commentare la situazione è stato anche Fabio Ravezzani, che attraverso il proprio profilo X ha espresso un giudizio particolarmente severo sull’operato dell’ex dirigente bianconero: "Il vero fallimento di Comolli è stato non trovare un solo calciatore con il profilo che aveva promesso: giovane, sfuggito all’attenzione dei concorrenti, pagato poco e molto performante. Un Thaw, Bisseck, Saelemakers o Reijnders. Con lui la Juve ha preso solo elementi ultra noti”.
Secondo il direttore di TeleLombardia, dunque, il problema principale non sarebbe legato esclusivamente ai risultati ottenuti sul campo, ma alla mancata individuazione di quei talenti emergenti che avrebbero dovuto rappresentare il marchio di fabbrica del lavoro di Comolli. Una critica che si aggiunge alle tante analisi emerse nelle ultime settimane e che contribuisce ad alimentare il dibattito attorno alle cause che hanno portato alla separazione tra il dirigente francese e la Juventus. Il confronto tra le aspettative iniziali e quanto effettivamente prodotto dal mercato resta infatti uno dei temi più discussi tra tifosi e addetti ai lavori.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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