Inchiesta arbitri, Il Fatto Quotidiano: l’ipotesi di contatti diretti tra Rocchi ed esponenti Inter. E spunta l’intercettazione...
Dalle colonne di alcuni quotidiani che a singhiozzo si occupano dell'inchiesta arbitri ricorre il termine "archiviazione". Uno epilogo che però sembra cozzare con lo scenario dipinto dal Fatto Quotidiano che dà conto di retroscena apparentemente molto seri e meritevoli di adeguati approfondimenti.
Inchiesta arbitri, nuovi retroscena
Rispetto alle interferenze sulle designazioni, secondo gli inquirenti - scrive Davide Milosa -, emergono contatti diretti tra l’ex designatore Gianluca Rocchi ed esponenti della società nerazzurra presieduta da Beppe Marotta. L’ipotesi, viene spiegato, nasce dalle telefonate intercettate da Rocchi con altri soggetti e dalle quali emerge chiaramente che precedentemente l’ex capo dei fischietti italiani si era interfacciato con esponenti dell’Inter che non risultano indagati. Diversi soggetti della società dunque e non uno solo hanno portato all’attenzione di Rocchi i propri desiderata per le designazioni arbitrali.
L’inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri e le presunte interferenze di esponenti dell’Inter rispetto alle designazioni di fischietti graditi o meno, così si arricchisce con le parole intercettate dei protagonisti dell’indagine coordinata dall’aggiunto Paolo Ielo e dal pm Maurizio Ascione. Nelle carte e nei brogliacci sono rimaste impigliate le richieste del mondo Inter all’ex designatore degli arbitri Gianluca Rocchi. “Non vogliamo quell’arbitro perché porta sf…”, che tradotto in termini meno volgari suona come “sfortuna”. Erano dunque anche questi i desiderata che venivano recapitati al capo degli arbitri italiani.
Le intercettazioni al centro dell'indagine
Tra le tante intercettazioni infatti viene riassunta quella di un esponente dell’Aia a Rocchi in cui si spiegava l’arrabbiatura della squadra nerazzurra per una designazione. Ma è proprio in quelle chiamate indirette che gli inquirenti comprendono che rispetto a quella data richiesta, lo stesso Rocchi avesse prima parlato direttamente con esponenti dell’Inter.
A Milano resta l’ipotetico “concerto” tra esponenti dell’Inter e lo stesso Rocchi. Nel frattempo l’accusa cambia nell’aver “fraudolentemente accettato interferenze al fine di alterare il corretto coinvolgimento della competizione”. Con Rocchi, secondo i pm, “in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro, agendo questi ultimi per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della Figc”, dimessosi dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di calcio. Ci sono dunque le intercettazioni che, secondo gli inquirenti, confermerebbero quantomeno delle interferenze e poi ci sono quegli “esponenti dell’Inter”, il cui ruolo non è indicato nel capo d’imputazione e che non risultano formalmente identificati perché non iscritti nel registro degli indagati.
Questo però non significa che chi indaga non sappia chi siano. I dirigenti, o meglio gli esponenti della società Inter per gli inquirenti hanno allo stato un nome e un cognome. E soprattutto emergono nelle chiamate di Rocchi con altri soggetti come interlocutori diretti.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

