Inchiesta arbitri, Gervasoni: “Ho dato le risposte che dovevo”

Inchiesta arbitri, Gervasoni: “Ho dato le risposte che dovevo” TuttoJuve.com
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di Benedetta Demichelis

Il supervisore Var Andrea Gervasoni, che si è autosospeso nei giorni scorsi, questa mattina si è presentato presso la caserma della Guardia di Finanza di Milano per rispondere alle domande del pm Maurizio Ascione, nell’ambito dell’inchiesta relativa al mondo arbitrale. L’interrogatorio dell’ex fischietto si è protratto per circa quattro ore. Gervasoni, all’uscita dalla caserma della Guardia di Finanza di Milano, ha parlato ai media presenti, rilasciando una breve battuta: “Ho dato le risposte che dovevo, rispetto il lavoro dei magistrati”, queste le sue parole riprese da Sky Sport. La vicenda si inserisce in un contesto di accertamenti in corso, rispetto ai quali le autorità competenti stanno proseguendo le attività di verifica, senza che al momento emergano conclusioni definitive o responsabilità accertate.

Al termine dell'interrogatorio ha parlato anche il legale di Andrea Gervasoni, Michele Ducci: "Noi abbiamo risposto solo su Salernitana-Modena, in cui l’arbitro Gervasoni ha chiarito come non abbia interferito in alcun modo. Tra l’altro lui era a fare il VAR di Serie A in una palazzina, quello della B è in un’altra. Era presente a Lissone, ma non in quella sala”.

Sono state fatte domande su Inter-Roma?
“Abbiamo chiarito come non sia stato fatto alcun intervento nemmeno in quell’occasione, e le immagini lo chiariscono. È una decisione presa in dieci secondi, non c’è il tempo materiale perché qualcuno facesse pressione”.

Dalle indagini è emerso che Gervasoni ha parlato con Rocchi nella presunta riunione del 2 aprile 2025 a San Siro?
“Non ne abbiamo assolutamente parlato”.

Esclude che l’audio Var di Inter-Roma sia stato manipolato?
“Non ho ascoltato alcun audio di Inter-Roma, non glielo so dire”.

In Salernitana-Modena c’era Paterna, protagonista anche della presunta “bussata” di Rocchi.
“No, anch’io pensavo potesse essere un collegamento, ma non è stato fatto. Semplicemente lui era supervisore quel giorno, ma sulla Serie A: il processo decisionale che ha portato al cambio di scelta in campo è avvenuto tra Var e Avar”.

Avete parlato del presunto gradimento di alcuni club verso certi arbitri?
“No, perché non siamo Rocchi e non era tra le nostre imputazioni”.