Inchiesta arbitri, Chinè replica ad Abodi: “Nessun insabbiamento”. La Procura FIGC fa chiarezza
Inchiesta arbitri, Chinè replica ad Abodi: “Nessun insabbiamento”. La Procura FIGC fa chiarezza
Non è stato un risveglio semplice per Giuseppe Chinè. Dopo le dure parole del ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha criticato la gestione interna di una denuncia nel sistema calcio, il capo della Procura federale ha deciso di intervenire pubblicamente. Una scelta rara, ma dal forte peso mediatico e politico.
Chinè rompe il silenzio: “Indagine fatta, nessuna irregolarità”
Con una nota ufficiale, Chinè ha respinto ogni sospetto di insabbiamento: «Sono state diffuse notizie non veritiere e fantasiose».
Il procuratore ha chiarito di aver ricevuto il 21 maggio 2025 un esposto firmato da Domenico Rocca relativo a un presunto intervento del designatore Gianluca Rocchi nella sala VAR durante Udinese-Parma.
Da lì è partita un’indagine sportiva immediata, con audizioni e verifiche:«Non sono emerse condotte di rilievo disciplinare sportivo a carico di tesserati AIA».
Chinè ha poi sottolineato un passaggio chiave: la richiesta di archiviazione avanzata nel luglio 2025 è stata condivisa dalla Procura Generale dello Sport presso il CONI. Un dettaglio importante che rafforza la linea difensiva della FIGC e ridimensiona le accuse emerse nelle ultime ore.
Il quadro però potrebbe evolversi. La Procura federale è già in contatto con la Procura di Milano per acquisire eventuali nuovi atti dell’indagine penale.Se dovessero emergere elementi inediti, Chinè non esclude una riapertura del procedimento sportivo, che potrebbe coinvolgere anche Andrea Gervasoni, attuale supervisore VAR.
Intanto, sul fronte arbitrale si apre un altro caso: Chinè ha avviato un’indagine sul designatore di Serie C Daniele Orsato, dopo un esposto relativo a presunti comportamenti irregolari al termine di Ascoli-Vis Pesaro.
Le verifiche sono in corso e confermano un clima sempre più teso attorno al sistema arbitrale italiano. Lo riporta Gazzetta.
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