Il Giornale - Caso Juve, le difficoltà di un processo bis. Da Napoli non è ancora arrivato alcun documento su inchiesta riferita all’acquisto di Osimhen
"Caso Juve e la difficoltà di un processo bis: stessi giocatori e operazioni, complicato un procedimento per il medesimo reato". E' quanto riporta stamattina Il Giornale. Il 20 gennaio la Corte d'Appello esaminerà la richiesta di revocazione.
A parere di Chinè, capo della procura federale, dai faldoni piemontesi sono “spuntati” altri particolari, definiti «di carattere addirittura confessorio» - si legge nel pezzo di Franco Ordine -. Nelle stesse carte però emerge l’opinione di Stefano Bertola, direttore finanziario Juve, il quale intercettato sostiene: «I bilanci di molte società sono stati salvati da queste plusvalenze». E lo stesso gip di Torino, che ha respinto la richiesta di arresti per Agnelli e cda, è di identico avviso nel passaggio sul tema che si può sintetizzare “così facevano tutti”. All’appello del procuratore Chinè manca il Napoli perché da Napoli non è ancora arrivato alcun documento sull’inchiesta riferita all’acquisto di Osimhen. Questo mentre la corte federale d’appello, una sorta di cassazione per la giustizia calcistica, ha fissato già la data per esaminare la richiesta: appuntamento venerdì 20 gennaio alle ore 12,30. Se è vero che alcuni dettagli sono inediti, è altrettanto scontato che la materia, le operazioni stesse, i calciatori, i club e i dirigenti coinvolti, sono sempre gli stessi. Di qui la difficoltà giuridica nel rimandare per la seconda volta a processo per lo stesso “reato” sportivo. Senza dimenticare inoltre che la Juve è finita sotto la lente di Consob prima e procura poi solo perché si tratta di società quotata in borsa.
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