Giletti: "Spalletti ha ridato fiducia alla Juve. Scudetto difficile, ma bisogna puntare in alto”

Giletti: "Spalletti ha ridato fiducia alla Juve. Scudetto difficile, ma bisogna puntare in alto”TuttoJuve.com
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Ieri alle 22:30Altre notizie
di Marta Salmoiraghi

Ospite di Radio Bianconera, nel corso di Fuori di Juve, il giornalista e conduttore Massimo Giletti ha analizzato il momento della Juventus, soffermandosi sul lavoro di Luciano Spalletti, sui singoli e sulle prospettive stagionali. Le sue parole:

“Spalletti ha navigato in acque molto complicate nella sua vita, in società difficili come Inter, Roma e Napoli, dove fare calcio è sempre complesso perché sei costantemente sotto pressione. Ero convinto che avrebbe fatto bene. È vero che è stato agevolato dal calendario, ma la Juve andrà testata contro squadre di altro livello. Intanto però ha ridato consapevolezza e fiducia a tanti giocatori”.

Parlando dei calciatori che stanno rendendo meglio:
“Miretti è l’unico che può dare palloni non banali, così come McKennie, uno che ogni anno viene messo in discussione ma alla fine resta sempre. Io ho sempre avuto fiducia in loro: bisogna usarli nel ruolo giusto”.

Giletti ha poi raccontato un retroscena significativo:
“A fine anno ho assistito a un allenamento della Juve e ho visto la differenza. Ho visto un allenatore molto tosto, che conosce i meccanismi psicologici dei giocatori ma pretende tantissimo. In quel momento ho capito che Spalletti è l’uomo giusto per questa fase difficile, che non è ancora del tutto superata”.

Capitolo mercato:
“Credo che sulla fascia sinistra manchi qualcosa. Non puoi chiedere a Yildiz di giocare tre partite a settimana con quel dispendio di energie, serve un giocatore di qualità. A me non dispiacerebbe rivedere Chiesa”.

Infine, uno sguardo agli obiettivi da qui a fine stagione:
“Spalletti ha parlato di tornare a lottare per lo Scudetto. Io ho sempre pensato che l’obiettivo realistico sia rientrare tra le prime quattro con tranquillità. Mentalmente però bisogna sempre puntare al primo posto, anche se l’organico della Juve non è paragonabile a quello di Napoli e Inter, soprattutto in alcuni ruoli chiave. Siamo lontani, ma nel calcio tutto è possibile se si crede in se stessi”.