Garlando: "Sono spariti i rigori, va bene la stretta al VAR ma così si rischia l'impunità"
Le nuove linee guida arbitrali introdotte da Daniele Orsato hanno ridotto al minimo gli interventi del VAR, guadagnandosi elogi da parte di molti degli osservatori della Serie A, ma il punto di vista di Luigi Garlando, espresso sulle colonne della Gazzetta dello Sport, è decisamente diverso.
Forse così si esagera
"Il rigore non c’è più. È finito nello sgabuzzino dei vinili e dei tram a cavallo. Nelle prime 3 giornate: 0 rigori, neppure uno in 30 partite. Mai successo nella Serie A a 20 squadre - scrive - Negli ultimi 10 anni, da un minimo di 4 rigori a un massimo di 14. Nella Liga finora 13 rigori, in Ligue1 9, in Premier 5, in Bundesliga 1. Solo da noi il dischetto si è inceppato. Uno 0 che suona sospetto, contro natura, perché anche da noi sono aumentati lo spirito offensivo e l’intensità di gioco, quindi i contrasti in area dovrebbero crescere, non diminuire. I difensori di colpo sono diventati seminaristi? Invece di preoccuparsi, i più osannano la “linea Orsato”: basta rigorini, si gioca di più, bello! Sì, bello, ma il designatore non deve preoccuparsi della qualità del gioco, deve badare alla giustizia. Le moviole hanno evidenziato più di un rigore mancante (non rigorini). Il calo degli arresti può significare aumento della giustizia, ma anche dell’impunità".
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