Frattesi: "A uno come Gattuso, se c'è da dare una mano, gliela dai volentieri"
Davide Frattesi è tornato alla Lazio grazie a Gennaro Gattuso, che gli ha già permesso di mettersi in mostra con due goal nelle prime due giornate di campionato. A lungo inseguito nell'ultima finestra di calciomercato da tante altre squadre italiane, tra le quali è sempre stato forte anche l'interesse della Juventus, nelle scorse settimane l'ex centrocampista dell'Inter ha scelto di sposare il progetto tecnico biancoceleste per via della presenza sulla panchina capitolina dell'ex ct della Nazionale italiana.
Le dichiarazioni di Frattesi
"Col mister Gattuso c'è stato un rapporto creato in Nazionale, avevo bisogno di un progetto come questo e sono stato da subito sicuro della scelta che ho fatto - ha rivelato Frattesi durante la conferenza stampa - Sono venuto con entusiasmo e aspettative, voglio fare bene e questo è quello che ho pensato da subito. Ho trovato un gruppo importante, un bel centro sportivo dove ci si può allenare bene e ci si può divertire. Io ho iniziato a fare il raccattapalle alla Lazio e mio padre mi ha sempre portato allo stadio in Tevere, dagli undici anni ho fatto il raccattapalle di solito sotto la Sud mi sembra vicino a Scamacca nella finale di Coppa Italia. Poi siamo entrati a fare le foto con i giocatori e l'ho preso in giro.
Cosa mi ha spinto a unirmi alla Lazio? L'ultimo anno per me è stato difficile, questa è una piazza importante ed è l'occasione giusta per ambire a obiettivi importanti con la Lazio.
Se posso essere un simbolo per la scelta di lasciare una big per la Lazio? Sicuramente, dopo l'ultimo anno dove sono stato male anche di testa ho capito che i soldi non sono così importanti. Uno non è che guadagna due euro l'ora, ma non è fondamentale nella vita solo il guadagno. Cambierei tutto ciò che ho in banca per rivedere mia nonna cinque minuti.
Quale obiettivo festeggerei qui come ho fatto arrampicandomi a San Siro? Di obiettivi è presto parlarne perché siamo ancora ad agosto. L'esultanza dipende dal momento, me la potrei studiare ma poi segno al 90esimo e mi si chiude la tenda.
Qual è il mio obiettivo? L'importante è l'obiettivo di squadra, perché se si arriva 15esimo non ci si fa niente. Sicuramente voglio fare più gol e assist possibili per portare in alto la squadra.
Che cosa ha usato Gattuso per convincermi? Mi ha detto che veniva a prendermi (ride, ndr). Mi ha spiegato la situazione, io sono uno che quando sente di cose impossibili si fa coinvolgere. Mi ha spiegato questa situazione qui che andava ripresa, l'ho conosciuto come persona e a uno come il mister se c'è da dare una mano gliela dai volentieri.
Se mi ha colpito l'entusiasmo intorno al mio nome? Forse sì, ma c'è anche la bellezza del viaggio e la chiusura del cerchio. Tanti amici mi hanno tartassato per sapere del mio ritorno, penso sia stata una bella cosa e avevo bisogno di sentirmi importante. A Bologna stavo a pezzi e sono andato avanti solo per l'entusiasmo, dobbiamo essere bravi a non farlo spegnere.
Se era nei miei piani tornare alla Lazio? Tornare a casa si, forse non così presto ma da quando è morta nonna la mia priorità era tornare a casa. So che è difficile, ma voglio godermi di più la mia famiglia perché sono andato via di casa a sedici anni e se si può recuperare, ben venga.
Se la Lazio può tornare in Europa? È un po' presto, dobbiamo confrontarci con banchi di prova più difficili ma non perché Genoa e Bologna siano inferiori, ma semplicemente perché siamo ad agosto. Crescerà la condizione nostra e degli avversari, mi auguro che la nostra sia leggermente migliore".
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