Divieto colori bianconeri nel derby, la Fondazione Jdentità Bianconera: "Precedente pericoloso, assurdo e incompatibile con l’idea stessa di sport"
"La Fondazione Jdentità Bianconera esprime indignazione e profonda preoccupazione per la decisione del Torino FC di vietare l’accesso con simboli e colori juventini nei settori Distinti e Curva Primavera in occasione del derby contro la Juventus.
Una misura che viene giustificata con generiche “ragioni di sicurezza” ma che, a oggi, non risulta accompagnata da alcun provvedimento formale delle autorità di pubblica sicurezza. E proprio questo rende la vicenda ancora più grave. Perché qui non si sta parlando di prevenire episodi di violenza attraverso decisioni delle istituzioni competenti: qui si sta scegliendo di discriminare dei tifosi sulla base dei colori che indossano".
E' quanto si legge nella nota diramata dal team legale della Fondazione Jdentità Bianconera.
La protesta della Fondazione Jdentità Bianconera: “Un precedente pericoloso e incompatibile con lo sport”
"È un precedente pericoloso, assurdo e incompatibile con l’idea stessa di sport - prosegue il comunicato -. In quale altro grande Paese calcistico europeo si potrebbe immaginare una situazione del genere?
I paragoni con Arsenal e Manchester United
Sarebbe possibile vietare ai tifosi dell’Arsenal di entrare con la propria maglia a Stamford Bridge? Oppure impedire ai sostenitori del Manchester City di mostrare i propri colori a Old Trafford? La risposta è evidente: no. Perché il calcio moderno dovrebbe essere competizione, rivalità sportiva, passione. Non segregazione simbolica.
Le accuse al sistema calcio italiano
E invece in Italia si continua a considerare il tifoso come un problema da gestire, un corpo estraneo da limitare, comprimere, controllare, un semplice cliente da spennare!
Ma altrettanto deludente è stata la reazione della Juventus. Parlare di “forte perplessità” davanti a un provvedimento del genere significa, nei fatti, accettarlo. Significa non difendere con decisione milioni di tifosi che ogni settimana sostengono la squadra in tutta Italia e nel mondo.
“I tifosi juventini lasciati soli”
Noi tifosi juventini non ci sentiamo tutelati né rappresentati da una dirigenza che troppo spesso sceglie il silenzio, la diplomazia o la prudenza anche quando vengono colpiti la dignità, i diritti e i simboli del popolo bianconero.
Da anni assistiamo a un clima in cui i colori della Juventus vengono continuamente vilipesi, insultati, bersagliati da ostilità che troppo spesso vengono minimizzate o tollerate. E nel frattempo il tifoso juventino continua a essere lasciato solo.
La critica agli stadi moderni
Il calcio italiano sta smarrendo la propria anima popolare. Gli stadi vengono trasformati in luoghi sempre più freddi, dove il tifoso non è più considerato parte integrante dello spettacolo ma soltanto un cliente da cui estrarre profitto: biglietti sempre più costosi, restrizioni sempre più invasive, trasferte ostacolate, passione criminalizzata.
Gli obiettivi della Fondazione
Noi della Fondazione Fondazione Jdentità Bianconera siamo nati esattamente per questo: per dare voce ai tifosi juventini quando la società non lo fa. Per difendere il diritto di ogni bianconero a vivere liberamente e con orgoglio la propria appartenenza.
“Vietare una maglia non risolve la violenza”
Sogniamo un calcio in cui un tifoso della Juventus possa entrare in qualunque stadio d’Italia indossando la propria maglia senza dover temere insulti, sputi o, nei casi peggiori, aggressioni fisiche. Sogniamo un calcio in cui la rivalità resti sugli spalti e sul campo, senza trasformarsi in odio o discriminazione.
Perché vietare una maglia non risolve il problema della violenza. Significa soltanto arrendersi ad essa.
Ed è proprio questa resa che noi rifiutiamo", conclude la nota della Fondazione Jdentità Bianconera.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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