De Laurentiis: "Combatto contro un sindaco juventino"
Durante la conferenza dedicata al saluto di Antonio Conte, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha affrontato numerosi temi legati al presente e al futuro del club, alternando momenti di tensione, battute e critiche rivolte al sistema calcio e alle istituzioni.
De Laurentiis saluta Conte e parla del futuro
Il numero uno azzurro ha ribadito di aver sempre parlato con chiarezza all’allenatore: “Qui è casa tua, ma il Napoli non può essere il Psg, il Real Madrid o il Bayern Monaco. Dobbiamo rispettare certi budget e non possiamo andare oltre”.
Il confronto con Conte sugli obiettivi stagionali
Secondo De Laurentiis, con una rosa priva dei tanti problemi fisici affrontati durante la stagione, la squadra avrebbe potuto lottare fino in fondo anche per il secondo titolo consecutivo: “Se non avessi avuto tutti questi infortuni, avresti vinto ancora lo scudetto”.
Conte non è d’accordo
Una lettura però non condivisa da Conte, che ha replicato: “Non sono d'accordo, sfidavamo un’Inter che si era rinforzata ed era davvero difficile”.
Il modello Arsenal e le differenze di visione
Distanza di vedute anche sul cosiddetto “modello Arsenal”, citato dal presidente partenopeo come esempio di ricostruzione vincente: “Erano ottavi e sono tornati a vincere. Anche grazie a un impianto top costruito dentro la città di Londra”.
“Non erano un Bournemouth”
Anche in questo caso il tecnico ha espresso un’opinione differente: “Ma non erano un Bournemouth, erano già un top club e hanno speso tanto”.
Il futuro della panchina azzurra
Sul futuro della panchina azzurra, De Laurentiis ha preferito non sbilanciarsi, spiegando che molto dipenderà dagli scenari europei delle altre concorrenti: “Vediamo anche cosa accadrà stasera, chi andrà in Champions e chi no, che sarà più restia a spendere soldi.
“Altri allenatori potrebbero valorizzare questa rosa”
Abbiamo giocatori che per un allenatore con diverse caratteristiche potrebbero andare benissimo. Magari per Conte non potevano andare bene, ma per un altro allenatore sì”.
Le critiche al sistema calcio italiano
Nel corso dell’incontro con la stampa, il patron del Napoli ha poi allargato il discorso alla situazione del calcio italiano, criticando arbitri, procuratori e politica sportiva.
Il riferimento ad Abodi e Giorgetti
“Chiaro che il campionato italiano non ha una qualità così alta, è complicato anche da una classe arbitrale e da procuratori che vogliono sempre dire la loro. Non si capisce perché il governo non mette un tappo”, ha dichiarato, citando anche il ministro dello Sport Andrea Abodi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
La frecciata al sindaco Manfredi
Non è mancata una frecciata al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: “Immagina dover combattere con un sindaco come quello di questa città, che tra l'altro è juventino. E dopo due scudetti mi dà lo stadio solo il giorno prima della partita, il giorno stesso e il giorno dopo”.
Il progetto per il nuovo stadio
Il presidente ha poi rilanciato il tema del nuovo stadio, tornando a criticare l’ipotesi di ristrutturazione dello Stadio Diego Armando Maradona. “Loro se la cantano e se la suonano con la storia della ristrutturazione del Maradona. Non è possibile”, ha affermato, spiegando di avere individuato un’area da 38 ettari dove potrebbe sorgere un impianto da 70mila posti interamente finanziato privatamente.
Le offerte rifiutate per il Napoli
Infine, De Laurentiis ha raccontato di aver rifiutato offerte molto importanti per la cessione del club. “Gli americani mi offrirono 900 milioni, poi dopo il Covid gli arabi si presentarono con 3.5 miliardi per il Napoli e la Filmauro e risposi: 'E adesso che faccio, vado in pensione?'”.
“Un club va gestito con amore”
Per il presidente, il vero valore di una società calcistica va oltre l’aspetto economico: “Il problema non è il denaro, ma se un successore può gestire anche con il cuore. Puoi non essere un tifoso, ma un club comprende tanti fattori imprevedibili e devi seguirlo con amore”.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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