David sbaglia, la Juve rallenta
La Juventus più spallettiana mai vista produce gioco, occasioni e dominio territoriale, ma continua a scontare un’assenza che pesa come un macigno: l’attaccante che segna. A volte basterebbe anche solo uno che non sbaglia il rigore decisivo. La linea che separa la quarta vittoria consecutiva in campionato da una frenata dolorosa passa tutta dall’errore di Jonathan David dal dischetto: sarebbe stato il 2-1, invece diventa il simbolo di una serata stregata. Il resto lo completano i miracoli di Wladimiro Falcone e i due pali che condannano la Signora all’ennesimo pareggio amaro.
La Juve paga con il Lecce quanto aveva incassato dopo Natale a Pisa, quando furono i nerazzurri di Gilardino a colpire i legni. Ma rispetto a quella gara, allo Stadium si è vista una squadra nettamente migliore, rinnovata sul piano tattico e finalmente aderente al calcio del suo allenatore. I numeri parlano chiaro: 2,8 expected goals, una produzione offensiva che avrebbe dovuto garantire ben altro bottino. Ma il calcio, si sa, non è una scienza esatta.
Dall’altra parte Di Francesco, squalificato e mai vincente in carriera contro Spalletti, osserva dalla tribuna la resistenza feroce dei suoi. Banda gela lo Stadium a fine primo tempo, Falcone diventa invalicabile e il Lecce porta a casa un punto che vale come una vittoria. Lo riporta Gazzetta.
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