David e Openda frenano il mercato
Prima di pensare ai rinforzi, la Juventus è chiamata a risolvere le questioni lasciate in eredità dall'ultima campagna acquisti. Le operazioni che nell'estate 2025 avrebbero dovuto rilanciare il progetto bianconero si sono invece trasformate in un ostacolo per la costruzione della squadra del futuro. Damien Comolli e Luciano Spalletti condividono la necessità di intervenire sul reparto offensivo, ma ogni nuova operazione dipende dalla capacità del club di alleggerire una rosa che presenta alcuni investimenti rivelatisi finora deludenti.
Openda, un investimento da 44 milioni che non ha reso
Tra i casi più delicati c'è quello di Loïs Openda. L'attaccante belga era arrivato a Torino con aspettative elevate e un investimento importante, ma il rendimento è stato molto al di sotto delle attese. Con appena due reti stagionali e un impatto limitato nelle rotazioni offensive, il centravanti non è riuscito a convincere né Tudor né successivamente Spalletti.
Cessione o rilancio?
La Juventus si trova ora davanti a un bivio. Da una parte la possibilità di cedere il giocatore accettando una significativa perdita economica, dall'altra l'ipotesi di un prestito che possa consentirgli di ritrovare continuità e valore di mercato. Alcuni club hanno già manifestato interesse. In Inghilterra si è mosso il Coventry, fresco di promozione in Premier League, mentre dalla Germania arrivano i primi segnali di attenzione. Il problema resta il rapporto tra investimento iniziale, rendimento e ingaggio, elementi che rendono complessa qualsiasi trattativa.
David divide: talento intravisto, ma non ancora esploso
Situazione differente per Jonathan David. L'attaccante canadese ha alternato buone prestazioni a lunghi periodi di difficoltà, chiudendo la sua prima stagione italiana con un bottino inferiore alle aspettative. Nonostante ciò, il club continua a credere nelle sue qualità.
Il mercato osserva
A differenza di Openda, David conserva una buona appetibilità internazionale. Diversi club europei seguono con interesse la sua situazione e il Mondiale potrebbe rappresentare una vetrina importante per rilanciarne la valutazione. A frenare eventuali pretendenti è soprattutto l'ingaggio elevato, superiore ai sei milioni di euro tra parte fissa e bonus. Tra le ipotesi emerse nelle ultime settimane figura anche un possibile coinvolgimento del Paris Saint-Germain in operazioni che potrebbero includere Kolo Muani. Inoltre, Newcastle e Crystal Palace monitorano attentamente gli sviluppi. Per Spalletti, però, resta aperta una riflessione tecnica: il nuovo progetto avrebbe bisogno di un centravanti con caratteristiche più fisiche e strutturate. Lo riporta Gazzetta.
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