Caso Agnelli, la Corte UE dà ragione all'ex presidente della Juve: le sanzioni sportive devono poter essere annullate da un giudice

Caso Agnelli, la Corte UE dà ragione all'ex presidente della Juve: le sanzioni sportive devono poter essere annullate da un giudiceTuttoJuve.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 11:40Altre notizie
di Giuseppe Giannone
La Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sul caso delle sanzioni inflitte all’ex presidente della Juve Andrea Agnelli e ad Arrivabene.

La Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sul caso delle sanzioni inflitte all’ex presidente della Juventus,  Andrea Agnelli e all'ex ad,  Maurizio Arrivabene, per il caso plusvalenze.

Caso Agnelli, il pronunciamento della Corte di Giustizia della UE dà ragione all'ex presidente bianconero

La Corte ha stabilito che un divieto di esercitare l’attività professionale esteso a tutti gli Stati membri può essere compatibile con il diritto dell’Unione, purché rispetti precisi requisiti di legittimità e proporzionalità. Le persone guiridiche sanzionate, dunque, devono avere la possibilità di rivolgersi a un giudice non solo per vedersi riconosciuto un eventuale risarcimento del danno, ma anche di vedersi annullata la sanzione e, se necessario, l’adozione di misure cautelari. La decisione della Corte di giustizia dell'Unione Europea arriva dopo che il TAR del Lazio aveva deciso di rinviare il giudizio proprio per conoscere il parere delle fonti europee. La Corte osserva che il rispetto delle regole finanziarie e contabili nel calcio professionistico rappresenta un obiettivo idoneo a garantire il corretto svolgimento delle competizioni sportive. Sarà però il giudice nazionale a verificare se, nel caso concreto, le sanzioni inflitte ad Agnelli e Arrivabene siano effettivamente proporzionate. 

La Corte di Giustizia della UE: deve essere sempre possibile rivolgersi a un giudice

La seconda parte della pronuncia riguarda il sistema di controllo delle decisioni disciplinari. La Corte ribadisce che chi subisce una sanzione deve poter beneficiare di una tutela giurisdizionale effettiva. Ciò significa che deve essere possibile rivolgersi a un giudice indipendente che abbia il potere non solo di riconoscere un eventuale risarcimento del danno, ma anche di annullare la sanzione e, se necessario, adottare misure cautelari. La Corte precisa invece che il diritto dell’Unione non impone necessariamente un doppio grado di giudizio: è sufficiente che esista almeno un organo giurisdizionale in grado di assicurare una tutela effettiva. Spetterà ora al giudice amministrativo italiano verificare se il sistema della giustizia sportiva italiana o, quantomeno, l’organo chiamato a pronunciarsi in ultima istanza soddisfino tutti questi requisiti indicati dalla Corte di giustizia dell’Unione europea.