Dal trasferimento del pm Ascione al nodo competenza territoriale: l'inchiesta arbitri potrebbe essere spostata a Monza

Dal trasferimento del pm Ascione al nodo competenza territoriale: l'inchiesta arbitri potrebbe essere spostata a Monza
Oggi alle 18:30Altre notizie
di Redazione TuttoJuve

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, "se mai dovesse esserci in futuro un processo per frode sportiva intorno alle contestate «bussate» del designatore Gianluca Rocchi alla sala Var di Lissone per far cambiare in diretta le decisioni e i suggerimenti dei varisti agli arbitri in campo, a rappresentare l’accusa non sarà il sostituto procuratore della Repubblica di Milano che da fine 2024 sta istruendo questa inchiesta, e persino la sede di questa parte di dibattimento potrebbe non essere Milano. Il pm Maurizio Ascione — oggi in servizio nel pool reati sessuali e familiari, all’inizio nel pool reati finanziari, in mezzo a lungo nel pool sugli omicidi colposi da malattie professionali legate soprattutto all’amianto — da poco ha infatti visto il Consiglio Superiore della Magistratura già deliberare il via libera, come primo in graduatoria tra coloro che hanno fatto domanda, al suo passaggio nei ranghi della «Procura europea antifrode» (Eppo) nella sede di Roma, trasferimento programmato attorno a luglio-agosto". 

Quanto alla sede dell’eventuale giudizio - riporta il quotidiano -, "se la condotta-reato fosse individuata appunto nelle mosse di Rocchi asseritamente presente dietro una vetrata della sala Var ospitata nell’International Broadcast Centre di Lissone, questa sede rientrerebbe nel raggio di competenza territoriale del Tribunale di Monza".