Conceição, il Mondiale delle occasioni mancate: ora la Juventus deve dargli più spazio
Il Mondiale di Francisco Conceição si è chiuso con un'altra prestazione che lascia soprattutto un grande interrogativo, non tanto per quanto fatto in campo, quanto per il tempo che gli è stato concesso. Contro la Spagna, negli ottavi di finale persi dal Portogallo per 1-0, l'esterno della Juventus è entrato soltanto all'83', quando la partita era ormai bloccata e destinata a decidersi sui dettagli.
Ancora una volta Conceição è stato utilizzato come arma a gara in corso, un copione già visto più volte durante la competizione. Una scelta che continua a far discutere, perché il classe 2002 ha spesso dato la sensazione di poter cambiare ritmo alle partite proprio grazie alle sue qualità nell'uno contro uno.
Solo sette minuti per provare a cambiare la partita
L'ingresso contro la Spagna è arrivato troppo tardi per incidere realmente sul risultato, nei pochi minuti a disposizione Conceição ha cercato subito di puntare l'uomo, aumentando il ritmo offensivo del Portogallo e costringendo anche Ferran Torres a spendere un cartellino giallo nei secondi finali.
Naturalmente è difficile giudicare una prestazione con appena sette minuti effettivi sul terreno di gioco, eppure la sensazione è stata la stessa già vista contro la Croazia: quando entra, Conceição porta imprevedibilità, ma spesso non gli viene concesso abbastanza tempo per incidere davvero.
Le pagelle: poco tempo, ma segnali positivi
Proprio per il minutaggio ridotto, diversi quotidiani internazionali hanno preferito non assegnargli un voto. Sports Mole, ad esempio, lo ha classificato semplicemente con "N.G." (non giudicabile), sottolineando come fosse rimasto in campo troppo poco per ricevere una valutazione completa. Anche l'analisi della stampa portoghese ha evidenziato soprattutto l'impossibilità di esprimere un giudizio pieno, proprio perché Conceição è entrato soltanto nella parte finale dell'incontro, quando il Portogallo cercava disperatamente di evitare i supplementari.
Il Mondiale conferma un aspetto
Se c'è una lezione che arriva dal Mondiale è che Francisco Conceição continua a essere considerato più un "uomo da ultimi minuti" che un titolare, eppure ogni volta che viene chiamato in causa riesce ad aumentare intensità e imprevedibilità. Le sue accelerazioni, il dribbling e la capacità di creare superiorità numerica rappresentano qualità rare nel calcio moderno, soprattutto contro difese ormai stanche. Il paradosso è proprio questo: entra spesso bene, ma non abbastanza presto per poter cambiare realmente l'inerzia delle gare.
Alla Juventus serve un cambio di passo
Anche la Juventus dovrà riflettere attentamente su questo aspetto, se davvero il club bianconero punta a valorizzare uno dei talenti più interessanti della rosa, Conceição non può essere considerato soltanto un'arma da utilizzare negli ultimi venti minuti. Le sue caratteristiche possono fare la differenza fin dal primo minuto, ha dimostrato di poter creare occasioni contro qualsiasi difesa, di saltare l'uomo con continuità e di offrire quella fantasia che troppo spesso è mancata all'attacco bianconero.
Il talento va sfruttato
Il Mondiale non ha cambiato il giudizio tecnico su Francisco Conceição. Semmai lo ha rafforzato, il problema non è mai stato il rendimento, bensì il minutaggio. Anche contro la Spagna ha avuto troppo poco tempo per lasciare il segno, ma nei pochi palloni toccati ha confermato di poter dare qualcosa di diverso rispetto ai compagni.
La Juventus ripartirà da Luciano Spalletti e avrà bisogno di esterni capaci di rompere gli equilibri. Conceição possiede tutte le qualità per diventare molto più di un semplice jolly offensivo.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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