Caso Rocchi, il legale D’Avirro: "Accuse poco chiare, mancano i presunti complici"

Caso Rocchi, il legale D’Avirro: "Accuse poco chiare, mancano i presunti complici"
Oggi alle 18:15Altre notizie
di Alessandra Stefanelli

Prosegue il dibattito sull’inchiesta della Procura di Milano che coinvolge il designatore arbitrale Gianluca Rocchi. A intervenire è stato il suo legale, Antonio D'Avirro, che ha sollevato dubbi sulla struttura stessa delle contestazioni mosse al proprio assistito.

"Sono contestazioni che non si riescono a capire - ha esordito come riportato da Il Giorno -, perché si segnala un concorso di più persone, ma queste altre persone non vengono indicate. Io non ho mai visto che l'altro soggetto del presunto accordo nella frode sportiva non venga indicato

Tra i punti contestati dalla Procura, anche il presunto tentativo di favorire l’Inter attraverso scelte arbitrali, come l’esclusione di Daniele Doveri da alcune gare decisive della scorsa stagione. Un’accusa su cui la difesa mantiene una posizione critica: "Stiamo valutando", ha chiarito il legale, precisando appunto che nelle imputazioni in cui si contesta il "concorso con più persone" - come per il presunto accordo del 2 aprile 2025 allo stadio di San Siro per fare in modo che Doveri non arbitrasse la finale di Coppa Italia né le ultime partite dell'Inter di campionato - "noi non sappiamo chi siano queste altre persone, non viene indicato, lo ignoriamo".

D’Avirro ha inoltre chiarito che non è stata ancora definita la strategia difensiva in vista dell’interrogatorio fissato per il 30 aprile davanti al pm Maurizio Ascione: Rocchi potrebbe decidere di rispondere alle domande oppure avvalersi della facoltà di non rispondere.

Sul presunto accordo avvenuto a San Siro nell’aprile 2025, il legale ha ridimensionato: “Rocchi frequentava tutti gli stadi, ma resta il fatto che la Procura deve indicare con precisione i soggetti coinvolti”.