Capello: “La Juve ha perso il dna”
Fabio Capello non fa sconti alla Juventus. Alla vigilia della sfida contro il Napoli, l'ex allenatore bianconero ha analizzato il momento difficile della squadra di Luciano Spalletti, sottolineando la perdita di identità e la mancanza di quella mentalità vincente che ha caratterizzato per decenni la storia del club.
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Capello ha affrontato diversi argomenti, dal confronto tra Spalletti e Massimiliano Allegri alle difficoltà offensive della Juventus, passando per l'assenza di Kenan Yildiz e il rendimento degli attaccanti.
Capello: «Spalletti rischia più di Allegri»
Secondo l'ex tecnico, la sfida dell'Allianz Stadium rappresenta un appuntamento particolarmente delicato per Luciano Spalletti.
Alla domanda su chi abbia maggiormente bisogno di una vittoria, Capello ha risposto:«Spalletti. Il Napoli è reduce dalla vittoria col Monza, la Juventus dalla brutta sconfitta di Marassi. Per Luciano è fondamentale questa partita».
Una valutazione legata anche al percorso dei due allenatori.Allegri è arrivato al Napoli da pochi mesi, mentre Spalletti guida la Juventus da un anno e ha partecipato alla programmazione estiva. Per questo motivo, Capello si aspettava una situazione differente.
«Luciano lavora alla Juventus da un anno esatto, in estate ha concordato il mercato con i dirigenti e per questo me lo sarei immaginato meno in difficoltà. Invece...».
Juventus, il problema è l'identità: «Non c'è gioco, non c'è spirito»
L'analisi più severa riguarda il carattere della squadra. Capello ritiene che la Juventus abbia progressivamente smarrito alcune caratteristiche fondamentali della propria tradizione.«Prima di tutto va ritrovato il dna Juve, che si è perso. Fame, grinta, cattiveria, il risultato ad ogni costo. Non si vede più lo spirito che ha sempre contraddistinto questo grande club. La Juventus non è per forza giocare bene, è vincere come unica cosa che conta».
Parole che chiamano direttamente in causa i calciatori.
Secondo Capello, infatti, il problema non può essere risolto soltanto attraverso cambiamenti tattici o nuove disposizioni in campo.
Serve recuperare una mentalità che permetta alla squadra di affrontare ogni partita con la determinazione necessaria.
L'infortunio di Yildiz ha scoperto i problemi della Juventus
Un altro passaggio significativo riguarda Kenan Yildiz.
Capello considera l'assenza del talento turco un fattore importante nell'attuale crisi bianconera. «La sensazione è che con l'infortunio di Yildiz siano emersi i problemi che prima erano nascosti dalla qualità del dieci. Senza la fantasia del turco sono venuti fuori i limiti dei bianconeri. Non c'è gioco, non c'è spirito».
Un giudizio che evidenzia quanto la Juventus sia stata dipendente dalle iniziative individuali del proprio numero dieci. Senza Yildiz, la squadra ha mostrato maggiori difficoltà nel creare occasioni e nel trovare soluzioni offensive alternative.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto l'assenza di un giocatore importante, ma la mancanza di un'organizzazione capace di compensarla.
Capello consiglia la Juventus: servono giocatori da Juve
Per ritrovare la mentalità vincente, Capello indica anche una possibile strada sul mercato.«Comprando giocatori da Juve, inserendo qualche italiano dal vivaio. La maglia bianconera pesa, un po' come quella del Milan: non sono club per tutti».
Il messaggio è chiaro: la qualità tecnica da sola non basta. Per giocare nella Juventus servono personalità, carattere e capacità di sopportare la pressione.
Il riferimento ai giovani italiani del vivaio suggerisce inoltre l'importanza di costruire un gruppo che conosca e comprenda il significato della maglia bianconera.
Kolo Muani e Woltemade, Capello indica la soluzione
Capello ha analizzato anche le difficoltà dell'attacco juventino.
Secondo l'ex allenatore, Randal Kolo Muani potrebbe trarre beneficio dalla presenza di Nick Woltemade al proprio fianco.«Magari torna al gol Kolo Muani, il Napoli gli ha portato bene in passato. Resto della mia idea: gli attaccanti della Juve rendono meglio in coppia. Kolo Muani mi sembra più a suo agio con Woltemade accanto».
Un'indicazione interessante in vista delle scelte di Spalletti, ancora indeciso tra il doppio centravanti e un sistema con esterni offensivi.
Capello, però, ha escluso paragoni importanti per Woltemade.
Interrogato sulle possibili somiglianze con il giovane Zlatan Ibrahimovic, ha risposto:«Massimo rispetto, però Woltemade non mi pare nemmeno parente del giovane Ibrahimovic».
Una valutazione netta che ridimensiona le aspettative attorno all'attaccante tedesco.
Il fantasma di Conte e la pressione su Spalletti
Tra i temi affrontati anche il possibile peso di Antonio Conte, il cui nome continua a essere associato alle panchine delle sue ex squadre.
Secondo Capello, la pressione sarebbe maggiore proprio per Spalletti.
«Max è appena arrivato e ha ereditato la squadra da Antonio. È più pesante per Luciano, che è alla Juventus da un anno...».
L'ex tecnico ha comunque evitato di pronunciarsi su un eventuale cambio in panchina, sottolineando come queste decisioni spettino esclusivamente alla società.
Juventus-Napoli, Capello punta sulla qualità di De Bruyne
Guardando alla partita, Capello si aspetta una sfida intensa e individua in Kevin De Bruyne uno dei possibili protagonisti.
«Mi aspetto una bella partita, intensa. Nel Napoli punto su De Bruyne stile Pirlo. Il livello della rosa di Allegri è superiore».
Il belga, utilizzato in posizione arretrata, potrebbe diventare determinante nella costruzione del gioco azzurro.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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