Canovi: “Vi spiego perché continuo a non capire il mercato della Juventus”
Dario Canovi, avvocato, ha parlato a Tmw Radio nel corso della trasmissione Maracanà dei temi principali del mercato delle squadre di Serie A:
Koné viene accostato al Manchester United per 50 milioni. Sarebbe una valutazione sufficiente?
"Sarebbe un altro giocatore importante che lascerebbe il nostro campionato per trasferirsi all'estero. È l'ennesima dimostrazione del calo del nostro campionato, posto che molti club italiani devono per forza incassare per via dei bilanci. La valutazione penso sempre che la faccia chi vuole comprare, anche se cinquanta milioni restano una cifra spropositata rispetto ad alcuni anni fa. Non c'è dubbio però che sarebbe una perdita importante per la Roma".
Ederson come sostituto di Koné avrebbe senso per la Roma?
"Ederson mi piace tantissimo, sa fare tutto. È stato uno dei centrocampisti che ha recuperato più palloni in campionato, ma ha al contempo anche la classe per sfornare tanti assist e tanti gol. Sono convinto che su questa possibile tratttiva ci sarebbe anche il placet di Gasperini".
Passando alla Fiorentina, Paratici è partito fortissimo con le spese.
"Che Paratici sia un ottimo direttore sportivo è comprovato. È anche abituato a spendere tanto, come accadeva alla Juventus. Quando hai i soldi dei certo è più facile fare mercato, quindi bravo lui ma brava anche la società".
Intanto la Juventus rimane bloccata sul fronte Kolo Muani e non solo.
"Continuo a non capire il mercato la Juventus nonostante la stima che provo nei confronti per Carnevali. Si sta pensando solo all'attacco, ma in rosa c'è bisogno di giocatori di valore sia in difesa che a centrocampo. Sono tanti anni che le cose non sono chiare in casa bianconera, in particolare da quando è andato via Marotta. Continuano a ripetere gli stessi errori. Puntare ancora su Kolo Muani mi risulta incomprensibile, anche perché sia nella prima avventura bianconera che nell'ultima stagione al Tottenham non è che abbia lasciato chissà che".
Pirlo come ct la entusiasmerebbe?
"Bisogna capire che cosa hanno in testa in Federazione, perché se pensiamo ancora che siano i nomi a poter cambiare il calcio italiano non abbiamo capito niente. Il cambiamento non si fa con Pirlo, ma neanche con Conte o con gli altri nomi, incluso quello di Spalletti. La partita di ieri ci avrebbe dovuto spiegare che cos'è un allenatore. La Francia non ha fatto un tiro in porta nonostante la Spagna abbia fatto la partita. Il calcio è cambiato e se non lo capiamo non vinceremo più niente".
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