Cagliari, Zenga: "Per tornare a una vita normale servirà tempo. Questione stipendi secondaria"

30.03.2020 10:40 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
Cagliari, Zenga: "Per tornare a una vita normale servirà tempo. Questione stipendi secondaria"
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© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com

Intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io lo Sport, l'ex portiere dell'Inter Walter Zenga, ora allenatore del Cagliari, ha fatto il punto sull'emergenza Coronavirus: "Io sono ottimista di natura. In questo momento non esserlo vuol dire crearsi un alone negativo attorno e non vedere un domani. La situazione ci pone assoluta attenzione, mi sembra molto difficile prevedere una data per il ritorno perché la situazione non è delineata. La problematica è che comunque si può tranquillamente sforare se le leghe trovano un accordo con le istituzioni, senza dimenticare che la priorità assoluta è tornare alla vita. Quanto successo ci cambierà tantissimo perché un conto è fermarsi un mese per andare in vacanza e un altro è farne due chiusi in casa. Io visualizzo la prima volta in cui potrò andare al ristorante o al cinema, penso a quel giorno perché voglio che accada. Le situazioni terribili le vivono le persone che hanno perso i propri cari e quelli come medici e infermieri che stanno lavorando per noi. Io sono isolato dall'8 marzo perché ho preso questa decisione volontariamente. Penso che serva dare un contributo positivo stando a casa. Io mi tolgo da una fila al supermercato o da un blocco di Polizia. La mia famiglia è a Dubai e questo comporta dei problemi psicologici, ma sono ottimista. So che i miei figli stanno bene e sono in una condizione di sicurezza".

Sulla questione stipendi: "Mi spiace che ci stiamo focalizzando sui soldi e non sul reale problema, risolvere questo brutto momento. Credo che sia una cosa secondaria. Io ho firmato il 3 marzo con il Cagliari, abbiamo messo una clausola di buon senso che riguardava questo periodo. Le persone intelligenti queste cose le vagliano con molto anticipo".

Sulla possibilità di riprendere a giocare: "Quando e se si ripartirà e mi auguro accada per dare alla gente una gioia, bisognerà vedere anche quando far tornare i tifosi allo stadio. Sarà comunque una preparazione differente in cui bisognerà considerare che non ci potranno essere amichevoli di preparazione se non in determinate situazioni e che eventualmente si faranno 12-13 partite in uno spazio molto ristretto. Per tornare alla vita normale servirà tempo e cambierà tutti, anche a livello di mentalità. Non ho mai pensato di tornare a giocare il 3 maggio. Sono ottimista sul fatto che se c'è la disponibilità di sforare oltre luglio potrebbe essere fattibile. Se giochiamo anche l'estate e facciamo uno stop breve tra un'annata e l'altra chi se ne frega delle vacanze. Se il campionato durerà 14 mesi pazienza, Mancini è talmente bravo che sarà comunque capace di affrontare l'Europeo 2021".