Buffon: "La Juve deve trovare la sua strada e seguirla con convinzione"

Buffon: "La Juve deve trovare la sua strada e seguirla con convinzione"TuttoJuve.com
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di Alessio Tufano
L'ex portiere, intervistato da Zazzaroni: "Continuare a cambiare non permetterà mai di porre basi solide su cui costruire un progetto"

Gigi Buffon, ex leggenda della Juventus e della Nazionale italiana, è stato protagonista di una lunga chiacchierata con Ivan Zazzaroni, pubblicata sul canale Youtube del Corriere dello Sport.

La gioventù

"Da ragazzo ho commesso tanti errori e non l'ho mai nascosto, ma crescendo ho imparato a perdonarmi, anche perchè quegli errori li ho pagati in prima persona, per cui li vedo come un qualcosa che mi ha aiutato a crescere. La verità è che da giovane è più facile fare cavolate perchè ti ritrovi a gestire un sacco di energie e a volte non sai dove metterle e le spendi in cavolate". Nel corso della sua carriera, Buffon ha anche attraversato un momento molto complicato, quello della depressione: "È stato un momento duro e lo ricordo perfettamente, la popolarità in certi casi non aiuta anzi, quelli sono momenti in cui vorresti stare un po' con te stesso e invece devi continuare a performare davanti a milioni di persone e ad avere a che fare con enormi pressioni".

Oggi il calcio sembra lontano

"In questo momento ho deciso di staccare, mi sto dedicando ai miei figli e a mia moglie dopo l'esperienza in Nazionale, ho bisogno di ridefinire un po' i miei obiettivi. In questo periodo continuerò comunque a studiare e ad informarmi per tenermi sempre aggiornato, ma ho raggiunto la consapevolezza di quanto sia importante anche tenere sempre pronta un'alternativa al calcio, non si può dipendere solo da quello. L'esperienza in Azzurro e la scelta di Gattuso? La rivendico come rivendico le mie dimissioni, sono uscito come uno dei pochi italiani che si prende le proprie responsabilità e se ne va. Di Rino sono felice, rifarei quella scelta e sono coninto che fosse la migliore possibile in quel momento".

I suoi allenatori

In carriera Buffon ha lavorato sotto la gestione di Conte e sotto quella di Allegri ed ha parlato di entrambi: "Su alcuni aspetti non esiste tecnico migliore di Conte, per Altri invece Allegri è superiore, sono diversi ed entrambi sono specializzati a loro modo. Se si tratta di dover ricostruire una squadra Conte è il numero uno, ma per la gesrione a lungo termine Allegri gli è superiore. Uno dei tecnici che mi ha dato di più è stato comunque Lippi, ma non posso dimenticare Ancelotti o Nevio Scala, ai tempi di Parma".

Il periodo buio alla Juve

"Quando nacque la nuova Juventus con l'avvento di Andrea Agnelli, Giuseppe Marotta, Fabio Paratici e Luigi Delneri stavo ancora fuori per infortunio e stavo recuperando, mi sentii quasi un peso per il club in quel momento e la cosa mi fece star male, soprattutto dopo essermi legato così strettamente alla Juventus, scegliendo di scendere anche in Serie B. Dalla società mi sarei aspettato chiarezza, ma in quel periodo non mi sembrava di vederne, mi chiusi totalmente e in quel periodo fui vicino alla Roma e all'Arsenal. Poi ebbi un confronto diretto con il presidente e la dirigenza e questo cambiò la situazione. Da quel momento la mia storia in bianconero ricominciò a tutti gli effetti".

La Juve di oggi

Oggi la Juventus vive un periodo negativo, che l'ex portiere analizza con lucidità: "C'è bisogno di scegliere una direzione e seguirla, continuare a vambiare non porterà mai a nulla di concreto. Se si è convinti delle proprie scelte, queste vanno perseguite, altrimenti non si porranno mai basi solide per costruire un futuro vincente".