Benedetto Ferrara: "La Juve di Paratici era una squadra potente, adesso è una squadra normale. Spalletti lavora con il fantasma di Conte"

Benedetto Ferrara: "La Juve di Paratici era una squadra potente, adesso è una squadra normale. Spalletti lavora con il fantasma di Conte"TuttoJuve.com
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di Giuseppe Giannone
Il collega Benedetto Ferrara si proietta verso Fiorentina-Juventus, match di Serie A in programma domani sera, parlando di come sono cambiati i bianconeri.

Il collega Benedetto Ferrara si proietta verso Fiorentina-Juventus, match di Serie A in programma domani sera, parlando di come sono cambiati i bianconeri negli ultimi anni. 

Benedetto Ferrara: "La Juve di oggi è una squadra normale con tanti problemi"

"Strana la vita. Vi ricordate quando Fabio Paratici e Andrea Agnelli sfidavano il Franchi prima di Fiorentina-Juventus? I due facevano un giro di campo sommersi dai fischi. Chissà se in queste ore l’ex bianconero ripensa a quei giorni. È normale che un manager cambi maglia, fa parte del gioco. E poi quella Juventus non c’è più. Era arrogante, vincente, potente. Questa era la sua storia. Adesso, invece, è una squadra «normale», piena di problemi. Non che la Fiorentina non ne abbia, sia chiaro. Infatti, questa volta è una sfida tra due deluse che hanno da poco ripreso un po’ d’ossigeno. Spalletti vive e lavora con il fantasma di Antonio Conte che gli soffia sul collo. Vlahovic, strappato a Firenze proprio dall’attuale messia del Viola Park, se n’è andato altrove e la classifica non è per niente entusiasmante. Nonostante questo, la partita di domani sera resta qualcosa di speciale. E così sarà sempre, senza bisogno di spiegare perché. In questi giorni tornano alla mente quei frammenti di storia sempre utili in questi casi: il gol di Alessio Tendi, Mareggini che para il rigore a De Agostini nel giorno del ritorno di Baggio a Firenze e poi tanti altri, senza dimenticare il ribaltone con la tripletta di Pepito. Vabbè, di piccoli momenti di grande felicità ce ne sono tanti. Potremmo anche aggiungere il gol di Desolati del 7 aprile ’73, quello che tolse ai bianconeri…".