Beccantini: "La Juventus ha meritato. Meglio il 4-3-3. Kolo fa tutto tranne che i gol"

Beccantini: "La Juventus ha meritato. Meglio il 4-3-3.  Kolo fa tutto tranne che i gol"TuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Roberto Beccantini analizza il 2-0 della Juventus sull'Atalanta, elogia Kolo Muani e sottolinea la maggiore solidità mostrata dalla squadra di Spalletti.

La vittoria contro l'Atalanta restituisce alla Juventus tre punti e un successo casalingo contro i bergamaschi che mancava dal 2018. Il 2-0 dell'Allianz Stadium, deciso dalle reti di Francisco Conceiçao e Gleison Bremer, è stato analizzato dal giornalista Roberto Beccantini attraverso il proprio sito internet.

Beccantini analizza il successo della Juventus sull'Atalanta

Nel suo commento, Beccantini si concentra in particolare sulla prestazione di Kolo Muani, ancora senza gol ma protagonista in numerose situazioni della partita, compreso il salvataggio sulla conclusione di Kristensen:

"Mentre nell’Atletico del Cholo «Stanlio» David ha fatto il Golia persino contro il Real di Mou, e nei nostri cortili Kolo Muani continua a fare di tutto – addirittura il portiere, al 62’, su capocciata di Kristensen: un miracolo – ma proprio di tutto (l’apripista, lo slalomista, lo spondista), tranne che i gol (manco all’87’, dopo triangolo con Woltemade: bravo Carnesecchi), la Juventus ha sconfitto per 2-0 l’Atalanta, squadra che, allo Stadium, non batteva dal 2018. Piano, dunque, con i ruttini da radical-chic."

"La Juventus ha meritato"

Beccantini passa quindi all'analisi della gara e delle scelte tattiche, evidenziando la maggiore solidità mostrata dai bianconeri e indicando nel 4-3-3 una soluzione più efficace rispetto al 4-2-3-1 utilizzato inizialmente:

"Dal sinistro di Conceiçao, su cross di Celik al 29’, e dalla capoccia di Bremer, su angolo di Zhegrova al 76’, gli episodi che hanno orientato il cammino e il destino. Con l’infermeria ancora piena, «Luscianone» doveva slolomeggiare tra il buio notte del Mapei e la manita batava di giovedì. Sarri, lui, si sforza d’insegnare un catechismo che sta agli ex dentisti del Gasp come Tu scendi dalle stelle a una discoteca. Non che abbia debordato, Madama, ma ha meritato. Più solida, più camaleontica (McKennie ora qua ora là); e se quasi mai padrona, mai schiava. Poi sì, sul 2-0, padrona. Lucumi e Nico in vetrina; Kalulu in difficoltà su Rowe (e a rischio rigore, al 30’); Douglas Luiz a tracciare aste con la matita, come Sarr nella ripresa ; Celik a volate alternate. Di Kolo ho detto: non giocasse centravanti, sarebbe spesso da sette. Sullo sfondo di cadenze non esattamente bersaglieresche, meglio il 4-3-3 che il 4-2-3-1 d’avvio. Nella Dea, ingabbiati Krstovic e Scamacca, una nuvola di fumo De Ketelaere e il lungoconteso Kessié ai margini del ring."

Il commento sul minuto di silenzio per Sandro Mazzola

In chiusura, il giornalista dedica un passaggio anche a quanto accaduto sugli spalti durante il minuto di raccoglimento in memoria di Sandro Mazzola:

"Mi dicono che, durante il minuto in memoria di Sandro Mazzola, uno spicchio della curva gobba abbia fatto schifo. Ne prendo tristemente atto".