Anellucci: "Il Napoli deve guardarsi anche dietro. Il Milan continua a vincere e la Juventus sta tornando"

Anellucci: "Il Napoli deve guardarsi anche dietro. Il Milan continua a vincere e la Juventus sta tornando"TuttoJuve.com
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di Redazione TuttoJuve

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, presidente dell’US Angri. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

Presidente, il Napoli potrà gestire questo mercato nel caso in cui non dovessero uscire né Noa Lang né Lorenzo Lucca? 

“Il mercato lo vedo un po’ difficile, lo vedo un po’ bloccato. Non soltanto per il discorso del blocco del mercato che ha avuto il Napoli, ma perché ci sono delle situazioni abbastanza complicate, intricate. Specialmente il discorso di Lucca, è un investimento importante su un giocatore che non ha reso, non sta dando quello che doveva. È chiaro che adesso il giocatore lo devi mandare a giocare avendo anche l’obbligo di riscatto. È un’operazione particolare, difficile. Quindi il Napoli deve assolutamente mandare il giocatore a giocare e poi avere la possibilità di venderlo nel mercato estivo, perché sennò con il mercato bloccato devi far uscire qualcosa. Credo che oggi il Napoli abbia necessità di riordinare un po’ le idee. È chiaro che gli ultimi risultati non hanno dato una mano, l’Inter ha preso le distanze e credo che oggi il Napoli debba riordinare un po’ le idee e guardarsi anche da dietro, perché il Milan continua a vincere, e la Juventus sta tornando. Sono squadre che possono dare fastidio al Napoli per il quarto posto.” 

Perché il Napoli sembra avere lacune, risultare meno incisivo, nelle partite infrasettimanali contro squadre "minori" rispetto alle gare del weekend? 

“Secondo me il problema nasce da un discorso più profondo. Antonio Conte mal digerisce le tre partite a settimana, sembra che abbia bisogno di trentadue titolari. Per fare quel tipo di gioco e quella volontà che vuole Conte, dovresti avere 32 titolari tutti sullo stesso livello e purtroppo non è possibile. Neanche i top club al mondo hanno titolari uguali per ogni ruolo. Devi saper gestire le forze con la famosa panchina. Mi sembra che sia stato Conte stesso a dire a inizio stagione, quando si sentiva un po’ sotto attacco, che il Napoli quest’anno aveva alzato il livello della panchina. Però sinceramente non mi sembra, almeno i risultati non parlano di questo. Sono i titolarissimi che fanno la differenza in campo. Secondo me lui certe cose le digerisce poco, però non è sempre colpa dei giocatori, ecco.” 

Si parla di possibili rinforzi in attacco, come Marcos Leonardo dal campionato arabo e Youssef En-Nesyri. Quanto può fare bene, in Italia, un calciatore che arriva dal campionato arabo? 

“Ma assolutamente nulla, zero e le spiego: non è solo il livello del campionato arabo, è proprio l’attenzione, la tensione emotiva e l’intensità che tu tieni durante le partite e durante gli allenamenti. Non so se le è mai capitato di vedere una partita del campionato arabo: a me sì. Al di là di qualche squadra importante, lì la tensione è diversa. È vero che il campionato italiano oggi purtroppo non è più di primissimo livello dal punto di vista dei numeri, però è comunque un campionato molto aggressivo e dinamico. Quando tu vai a giocare in un campionato che non è così aggressivo, soprattutto mentalmente, poi fai fatica a rientrare. È come quando vai a giocare in MLS e poi vuoi tornare in Europa, o ci stai sei mesi e poi rientri subito, oppure è difficilissimo abituarti di nuovo. Lo puoi fare in estate, ricominciando da zero con una preparazione mirata, ma nel mercato di gennaio prendere un giocatore che arriva dal campionato arabo per me è una follia.” 

È fattibile, a livello di tempi, fare operazioni come cedere Lucca e Lang e poi acquistare altri giocatori? 

“Tempisticamente puoi fare tutte le operazioni. Il problema è se io mi libero di un giocatore, poi riesco a prendere uno che mi alza davvero la qualità? Perché se devo prendere tanto per prendere, non cambia assolutamente nulla.”