Andrea Bosco: "Spalletti presuntuoso e vendicativo, continuare con lui è accanimento terapeutico. La squadra non è più con lui. Questa Juventus non ha identità. Su Woltemade e Lucumì..."

Andrea Bosco: "Spalletti presuntuoso e vendicativo, continuare con lui è accanimento terapeutico. La squadra non è più con lui. Questa Juventus non ha identità. Su Woltemade e Lucumì..."TuttoJuve.com
Ieri alle 23:10Altre notizie
di Fabio Moretti
Andrea Bosco attacca duramente Spalletti dopo il ko con la Lazio: critiche alla gestione della Juventus, al mercato e alla mancanza di identità della squadra.

Nel corso di un'intervista rilasciata a Massimo Tadorni sul canale YouTube S X 2, il giornalista Andrea Bosco, molto vicino alle vicende bianconerem ha analizzato la crisi della Juventus dopo la pesante sconfitta interna per 3-0 contro la Lazio. Dure le critiche rivolte a Luciano Spalletti, alla gestione societaria e ad alcune scelte di mercato.

Di seguito l'intervista integrale trascritta da Tuttojuve.com:

Parliamo della nostra Juventus, che ieri ha preso tre schiaffi, che torna con i vecchi problemi, con uno Spalletti che è sempre più filosofo e sempre meno calcistico. Insomma, Andrea, questo è il quadro.

"Sì, l'ho sentito in conferenza stampa. È imbarazzante per come non riesca a dire nulla. Sostanzialmente fa dei lunghi passaggi, dei lunghi incisi e non dice nulla, tranne una cosa che ha detto: sicuramente abbiamo fatto dei passi indietro. E sicuramente ero in curva con i nostri tifosi, perché lui era squalificato, e ovviamente non c'è da essere soddisfatti. Lo credo, mi sembrano banalità senza pari".

Ma che cos'ha, secondo te, questa Juventus, Andrea?

"Guarda, io ho una mia idea. L'idea principale è che, nel momento in cui se n'è andato Andrea Agnelli, sia mancata un'identità calcistica forte, perché né Elkann né il suo avvocato commercialista Ferrero ne sanno di calcio.

Sono passati attraverso varie esperienze, vari personaggi. Adesso ci sono Carnevali e Massara, ai quali, peraltro, hanno dato un'auto senza dargli la benzina sufficiente, perché di soldi ne hanno investiti pochi quest'anno.

Sicuramente, a parte secondo me Alajbegovic, non ci sono giocatori che meritano la Juventus. Adesso si stanno interrogando su Woltemade, che secondo me è un pippone senza pari, anche se è un nazionale tedesco. D'altra parte, anche nella Nazionale tedesca ci sono dei pipponi.

Kolo Muani l'ha voluto a tutti i costi Spalletti, sembrerebbe, e non si capisce per quale motivo con quei soldi, perché è costato parecchio, non si potesse andare a prendere questo ragazzo che gioca in Germania, che ha fatto tre gol all'Inter qualche giorno fa, oppure l'attaccante che è al Frosinone, che è di proprietà del Bologna e che è capocannoniere.

Faccio due nomi, tra l'altro, di italiani, di giocatori italiani che costavano assai meno. Stiamo parlando di cifre intorno ai 25-30 milioni, come massimo.

E poi, cioè, ma Lucumí che giocatore è? Io non lo so. Ma perché devi andare a prendere uno come Lucumí? Cos'ha di speciale Lucumí? Cosa ti cambia in una difesa uno come Lucumí? Non cambia niente, però Spalletti l'ha voluto.

Quindi c'è una somma di responsabilità. E poi c'è Spalletti. Io spero che venga congedato al più presto, perché continuare con Spalletti è accanimento terapeutico".

Andrea, sono cinque anni che noi cambiamo...

"Sì, ho capito, ma l'errore è precedente. L'errore è aver confermato Spalletti prima che conquistasse la Champions, e difatti l'ha persa.

Non rendersi conto che Spalletti, a mio modesto avviso, e io sto dicendo delle cose di cui mi prendo la responsabilità, è un allenatore superato, un po' trombonesco nell'atteggiamento.

Questa sua filosofia, non si capisce cosa dica. Ci vuole un interprete per capire Spalletti. Un po' presuntuoso, anzi direi tanto presuntuoso, un po' risentito, perché io credo che lui ce l'abbia con il destino, anche con il destino cinico e baro.

Perché poi, alla fine, lui ha vinto uno scudetto nella sua carriera, a Napoli, e il resto l'ha fatto... Dice: 'Ma giocava bene la Roma?'. Sì, vabbè, chi se ne frega. Cosa ha vinto con la Roma? Niente.

E poi sicuramente, come dimostra il caso Conceição, lui è anche un po' vendicativo. Questa è la mia impressione".

Ci sta, però mi sembra che a questa Juve manchi il cuore, manchi una proprietà...

"Ma certo che manca il cuore. Manca, però, al netto del fatto che non ci sono più dei giocatori simbolo, che non c'è più uno zoccolo duro italiano che dà identità a una squadra.

Tu puoi avere anche uno zoccolo duro, per dire, tedesco, come aveva l'Inter una volta, con Bremer e gli altri tedeschi, ma devi avere comunque un'identità. Questa Juve non ce l'ha e ha dei giocatori che sono modesti".

Scusa la domanda: la Lazio ha anche dei giocatori modesti, eppure Gattuso è riuscito a dare un'impronta molto più importante.

"Perché, secondo me, Gattuso è reduce da un'esperienza devastante con la Nazionale, ma Gattuso è uno perbene e soprattutto Gattuso, a differenza di Spalletti, è uno modesto, consapevole dei propri limiti, consapevole dei limiti anche della sua squadra, e quindi ha lavorato in quel senso.

Dopodiché ci sono delle annate e credo che questa della Lazio possa essere una di quelle in cui si fondono alcuni elementi che producono l'optimum.

Io mi ricorderò sempre il Verona di Bagnoli, che non è che avesse dei giocatori mostruosi. Sì, erano un paio quelli eccellenti, gli stranieri, ma poi il resto... Eppure ha vinto uno scudetto.

Ci sono delle situazioni nelle quali gli alisei si fondono in maniera positiva. Questo è, secondo me, il segreto della Lazio".

Volevo chiederti: tu credi di entrare in zona Champions l'anno prossimo?

"Con Spalletti di sicuro no. Ti ripeto, tenere ancora Spalletti è accanimento terapeutico.

Con Spalletti tu non vai da nessuna parte, perché si capisce che la squadra non è più con lui, è evidente. Probabilmente non lo capiscono.

Io mi figuro i giocatori che cercano di capire le indicazioni di Spalletti. Se Spalletti parla come parla in conferenza stampa sul campo, durante gli allenamenti, negli spogliatoi, io credo che i giocatori vadano fuori di testa.

Tu capisci cosa dice Spalletti? Tu davvero?

Allora, noi abbiamo una laurea, credo di fare abbastanza bene il mio mestiere di giornalista. Ho esperienza del mondo del calcio, ho esperienza di squadre, di spogliatoi, di allenatori, di cose. Io giuro, non capisco una mazza quando parla Spalletti".

No, no, parla meno di calcio che non di altro, insomma.

"E allora io immagino i giocatori messi di fronte a Spalletti. Cosa gli racconta? Cosa gli racconta del fatto che, come ha detto ieri sera, non hanno saputo interpretare gli eventi?".

Sì, sì, sì, nel senso...

"Non so se ti rendi conto, insomma, siamo alla follia".