Sono già oltre 40 le trasferte vietate dalla Serie A alla C e la questione inizia a pesare
Quello delle trasferte sta diventando uno dei temi più delicati di questo avvio di stagione del calcio italiano. Una tradizione che per decenni ha accompagnato migliaia di sostenitori, dalle curve alle famiglie, si scontra sempre più frequentemente con provvedimenti adottati preventivamente per ragioni di ordine pubblico.
Da metà agosto già oltre 40 divieti
I numeri riportati dal Corriere dello Sport fotografano la portata del fenomeno. Dall'inizio della stagione, considerando Serie A, Serie B, Serie C e Coppa Italia, sono già 40 le partite disputate senza la presenza dei tifosi ospiti residenti nei territori interessati dai divieti. A queste si aggiungono circa 50 incontri nei quali sono state introdotte restrizioni legate, tra le altre cose, al possesso della tessera del tifoso. La conta prende il via da metà agosto, con i primi turni di Coppa Italia e Coppa Italia di Serie C e riguarda le prime tre categorie del calcio italiano. Alla base dei provvedimenti c'è una procedura ormai ricorrente. Per alcune partite considerate potenzialmente problematiche, l'Osservatorio affida al Comitato di Analisi per la Sicurezza ulteriori valutazioni finalizzate all'introduzione di 'adeguate misure di rigore', e secondo il quotidiano, nella maggior parte dei casi questo passaggio finisce per anticipare limitazioni o il divieto della trasferta. Un problema che è stato già posto all'attenzione dal presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli che un paio di settimane fa ha chiesto che i divieti di trasferta per i tifosi siano provvedimenti mirati contro i facinorosi e non restrizioni generali "a pioggia" che lasciano gli stadi semivuoti.
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