SOTTOBOSCO - Il calcio italiano tira a campare sperando nel miracolo, ma i "ceri" non bastano. Pecoraro, Lotito e gli azzeccagarbugli. Quanto fango sulla Signora! Un consiglio ad Agnelli. Il solito naso negli "affari" Juve...

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
11.05.2020 00:25 di Andrea Bosco   Vedi letture
SOTTOBOSCO - Il calcio italiano tira a campare sperando nel miracolo, ma i "ceri" non bastano. Pecoraro, Lotito e gli azzeccagarbugli. Quanto fango sulla Signora! Un consiglio ad Agnelli. Il solito naso negli "affari" Juve...

Tempo di Covid- 19. Non c'è scienziato, sociologo, veggente che non spieghi che “niente sarà più come prima". In attesa di  un vaccino che metta in sicurezza il pianeta, tutto muterà. Nelle nostre abitudini, nel nostro modo di vivere, nelle nostre relazioni sociali. 

Resta immutabile il calcio, inteso come sistema. E di quanto attorno al calcio, ruota. Il confronto  tra Federazione e Governo, relativamente alla possibilità di “ripresa“, continua. Nel segno di (finora) una “non decisione”. So che in ambienti federali si freme. Ma vedano di non coprirsi di ridicolo: quanto a “non decisioni“, lor-signori, sono dei fuoriclasse. 

Dico come la penso. Se si tornerà a giocare non c'è protocollo che tenga. Si tornerà a giocare, “azzardando“. Consapevoli che il contagio potrebbe toccare qualche giocatore. Non esiste un rischio “zero“. Non esiste per chi va al supermercato: figuriamoci per chi fa sport professionistico. Quindi si giocherà dopo aver acceso un cero, alla vergine (se esiste)  dei calciatori. Se un contagio verrà rilevato, isoleranno il contagiato. 

 “Isolerebbero“ e accenderebbero un altro cero. A San Gennaro, questa volta. Sperando non faccia il tifoso.

Nel frattempo: riedizione di “ritorno al passato“: La Lega Pro, dopo aver chiuso i battenti, ha “promosso“, evitando di retrocedere. La prossima stagione le squadre di Lega Pro non saranno più 60: saranno di più. Stessa sorte potrebbe toccare alla serie B e alla serie A : se non si tornerà a giocare. Impegnato nella ricerca del corretto protocollo il presidente federale Gravina, non ha speso  parola sulla necessità di riformare il sistema. Si tira a campare, sperando nel miracolo. Che faccia evitare il default, preconizzato dall'ex presidente Carlo Tavecchio. I “ceri“ per roba del genere non bastano.

Le cose del calcio: scolpite imperituramente nel tempo. Qualche azzeccagarbugli ha presentato esposti a Milano e a Napoli contro l'arbitraggio di Orsato . E per “approfondire“ le parole di Pecoraro sulla mancata espulsione di Pianjc. Che ha spiegato l'amico Paolo de Paola “è da lunga data (Pecoraro, non Pianjc n.d.r )  amico di Lotito“. Bingo.

Niente cambia, nel calcio. Come Materazzi anche Chiellini, “sportivamente odia“ : Materazzi la Juventus, Chiellini l'Inter. Qualcuno ha tirato fuori Jordan e i Chicago Bulls. Ma qui siamo in Italia. E quando si parla di Inter e Juventus i verbi vengono messi tra virgolette e  gli avverbi (anche se appaiono) sostanzialmente soppressi . 

Tutto cambia ma non la costanza con la quale certi miserizzi gettano fango contro la Juve. Per qualcuno è diventato un “mestiere“. 

Tutto cambia ma non la sistematica necessità di farsi gli “affari della Juve“.  Dopo mesi nei quali i  tormentoni sono stati Icardi e Bernardeschi, ora tocca ad Arthur, promosso a “fenomeno” del centrocampo. Del quale (misteriosamente) il Barcellona (benché sensibilmente più giovane di Pianjc ), vorrebbe sbarazzarsi . Questione di plusvalenze, spiegano. La Arturo - connection è la più gettonata. Ma preme quella relativa a Tonali (pronto per giocare nell'Inter ma non ancora “maturo“ per la Juventus, dicono). E quella relativa a Rabiot. Che non è ancora tornato a Torino. Distante solo tre ore di automobile dalla Costa Azzurra: dove l'abatone transalpino ancora si trova .  

Tutto cambia ma non “il gol più bello“  (anche se realizzato a venti centimetri dalla porta) che per qualsiasi sfigato è sempre “quello contro la Juventus“ .  La colpa di Madama è peraltro quella di aver consentito agli sfigati di farle gol. La lista è lunghissima e fitta di carneadi.

Tutto cambia: non certe cose da “realtà romanzesca“ . L'ultima arriva da Brescia dove un prete  dal calice non ha tirato fuori particole ma accuse. Giocando con le parole, il sacerdote ha affermato che l'onestà “non può essere bianconera“. E citando i comandamenti si è soffermato sul Settimo.

Ho sempre saputo che un prete esercita la sua missione (per quanto grave risulti il peccato) nel segno della misericordia e del perdono. Ma deve essere roba passata di moda 

Modesto consiglio ad Andrea Agnelli (preso per il bavero). Estratto da “Volpone“ di Ben Jonson: “La miglior risposta alla calunnia è il silenzio“ .