SOTTOBOSCO - I campionati e la proposta di Tavecchio: un messaggio forte. Blocco fino al 4 maggio, non ha deciso Agnelli. Lotito non può mettersi il camice da virologo. E Gravina deve fare solo una cosa...

12.04.2020 11:28 di Andrea Bosco   Vedi letture
SOTTOBOSCO - I campionati e la proposta di Tavecchio: un messaggio forte. Blocco fino al 4 maggio, non ha deciso Agnelli. Lotito non può mettersi il camice da virologo. E Gravina deve fare solo una cosa...

“Serie A a 18 squadre. Serie B, parimenti a 18. Lega Pro con due gironi, ciascuno di 18 squadre. Totale: 72 club. Il resto, dilettanti“ .

Non è una mia proposta. E' quella che, intervistato da “Telelombardia“, l'ex presidente federale Carlo Tavecchio ha definito una “necessità”.  Per la sostenibilità di un calcio  pieni di debiti,  aggrappato ai diritti televisivi, “magliaro“ nel domino delle plusvalenze. 

 Tavecchio si sta stagliando come un gigante, in queste ore, rispetto a chi lo ha preceduto e a chi gli è succeduto. 

Un messaggio forte in un momento in cui c'è chi ipotizza campionati a 22 e persino a 24 squadre. In un momento in cui si minacciano carte bollate e ricorsi.

Tavecchio ha detto la verità. E cioè che “niente sarà come prima”. Che non ci sono rattoppi (cassa integrazione, soldi governativi, agenzie di scommesse autorizzate nuovamente ad operare e a sponsorizzare ) per il giocattolo. E' rotto. Va ricostruito. 

Realista è stato il ministro dello sport, Spadafora. Ci si tornerà ad allenare (ottemperata ogni norma di sicurezza) dopo il 4 maggio. E si tornerà a giocare, “presumibilmente”, tra fine maggio e metà giugno: pre-su-mi-bil-men-te. 

Quindi, no, amico mio Stefano Agresti, che apprezzo per misura e saggezza: “Non ha vinto Agnelli e perso Lotito“.

 Ha vinto il buon senso. La Juventus non ha fatto valere “il suo peso politico“. La decisione di bloccare tutto fino al 4 di maggio l'ha presa il governo. Per il paese intero: non per il solo calcio .

Lotito avrebbe voluto tornare ad allenarsi? Il calcio non è “legibus solutus“ anche se a volte si comporta come lo fosse. Lotito può dare quotidianamente fiato alla “tuba” Diaconale.  Ma non può mettersi il camice da virologo: in quella veste non è credibile. Ha deciso Giuseppe Conte, non Andrea Agnelli.

Ha spiegato Infantino, presidente Fifa, che la salute deve venire prima di qualsiasi altra cosa. 

Ergo: “finire a tutti i costi“, come in tanti ripetono, non esiste. Finiremo se si potrà. Altrimenti il calcio dovrà fare come hanno fatto altri sport. O lo farà: o gli verrà imposto.

Il calcio dovrebbe smetterla di reputarsi l'ombelico del mondo. Alle parole (sacrosante) del presidente del Coni, Malagò, sui campionati che hanno “chiuso”,  ha replicato Gravina che “il calcio ha altre esigenze“.

Presidente Gravina: il calcio ha le “vostre” esigenze. Alcune inaccettabili.

Quando si riprenderà, il calcio dovrà fare i conti con la prevenzione (esami, tamponi, verifiche, distanze ) che, oggi, non tutti i club di A sono un grado di garantire. Nelle altre leghe, nessuno. Si metta al lavoro il presidente della Figc. Titolo della relazione: “RIFORME“. Queste sì da realizzare “a tutti i costi“ come ha consigliato Tavecchio. Esibendo forbici e colleones. I secondi soprattutto.