L'IMBOSCATA - Chi chiede ancora tempo per Sarri fa il male della Juventus. Salvo miracoli, il suo destino è segnato. Nedved e Paratici nel vortice? Da Emre Can a Mandzukic e gli altri: quanti errori! Allegri aveva previsto tutto

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
19.06.2020 00:13 di Andrea Bosco   Vedi letture
L'IMBOSCATA - Chi chiede ancora tempo per Sarri fa il male della Juventus. Salvo miracoli, il suo destino è segnato. Nedved e Paratici nel vortice? Da Emre Can a Mandzukic e gli altri: quanti errori! Allegri aveva previsto tutto

Il medico pietoso fa la piaga purulenta. Quindi meglio dire le cose come stanno. Per quanto dure possano apparire.  Io non chiuderò gli occhi su Sarri. Il suo modo di pensare calcio mi angoscia. Vedo la Juventus infilata in un budello: per ora  senza uscita.  La Juventus in questi mesi è addirittura peggiorata. Sarri è uno che ti prosciuga. La verità è che tutti ormai sanno come la Juve giochi: uguale e monotona. Neppure serve fare molto. Basta stare nella propria metà campo: chiudere le vie centrali e raddoppiare sulle fasce. Tanto, quello che preme a Sarri non è il gol: è il giro palla. Contro il Napoli ad un certo punto ho visto 21 giocatori (escluso il solo Buffon) nella metà campo del Napoli. Sarri reputa che il gol sia la conseguenza del giro palla. Non è così. Rino Gattuso non sarà un “maestro” ma in due gare ha dato a Sarri due lezioni di gioco.  Chi continua a “chiedere tempo“ per Sarri fa il male della Juventus. Sarri è l'uomo sbagliato, nella società sbagliata. Dove una dirigenza vincente da otto stagioni consecutive ha preso la decisione sbagliata : ingaggiarlo. Chi si è illuso per la vittoria contro l'Inter non ha tenuto conto di due cose . Conte voleva vincere. Non si è difeso e ha pagato. Ma la vittoria con l'Inter è stata una notte con Belen. Prima c'erano state numerose “bruttone“: Lione, Verona, Napoli, il Milan recuperato in Coppa Italia per il rotto della cuffia per uno di quei rigori che personalmente reputo ridicoli. C'erano stati i due sberloni appioppati da Inzaghi sul faccione irsuto di Sarri. 

Il Napoli ha meritato la Coppa Italia. I rigori sono un dettaglio. Il Napoli avrebbe meritato di vincere nei tempi regolamentari. 

 Sarri è nudo. 

Con le sue spocchiose convinzioni. Alla vigilia della finale di Coppa Italia non parli della tua promozione col Sansovino. Non ti fai “girare i cogl...”.  Parli della Coppa Italia e della Juve. Parli del Napoli. Non del Sansovino.

Massimiliano Allegri aveva previsto tutto. E a proposito di allenatori “esordienti“ alla Juve: Allegri veniva da uno scudetto vinto con il Milan. Non pizza e fichi. I grandi allenatori si adeguano alle caratteristiche dei propri giocatori. Non viceversa. La BBC  con Sarri non sarebbe mai esistita. Non sarebbe semplicemente nata, visto che Sarri “a tre“ non gioca . Gli repelle .

Adesso i nodi stanno venendo al pettine. Adesso è lecito chiedere del perché Mandzukic e Can siano stati fatti fuori. Perché sia rimasto Khedira gran ex giocatore che oggi non giocherebbe stabilmente neppure nella formazione di Villa Arzilla. Perché sia rimasto il Pipa di questa stagione. Rabiot: Sarri se l'è trovato. E quello è un errore di Paratici. Ramsey ha i muscoli di cristallo: forse gli specialisti del J Medical  non bastano a risolvere un problema che sembra endemico. Demiral è stato sfortunato. Ma De Ligt impiegato per mesi a sinistra è farina del sacco di Sarri. Una catena di destra intasata con Cuadrado basso, Dybala a metà strada, Costa alto a destra , il centro svuotato e Ronaldo a sinistra è un furore talebano di Sarri. Lo sanno anche le pietre che Costa rende nel secondo tempo subentrando a gara in corso. Ci ha messo 66 minuti Sarri per dare più equilibrio a quella fascia alzando Cuadrado, togliendo Costa e inserendo basso Danilo. Ci ha messo 76 per togliere Pianjc dalla gabbia di metronomo abbassando Bentancur ed inserendo Bernardeschi   Male tutti: anche Berna. Caro mister: sicuro di non avere responsabilità nell'involuzione di Bernardeschi? Ma sono dettagli: è il gioco (anzi il non gioco)  che complessivamente impone di assumere al tifoso dosi di Malox.

In ferrovia usano l'espressione “binario morto “ per definire una situazione senza via d'uscita. Avevo  scritto  che la Juventus era ad un bivio. Coltivavo la speranza che Sarri si ravvedesse, rinunciando  alle sue integraliste convinzioni . 

Capolinea. Vi soddisfa cari dirigenti il percorso di Sarri? Due coppe, due sberle. Presidente Agnelli, vicepresidente Nedved, direttore sportivo Patatici  siete soddisfatti  della stagione del vostro allenatore? Voi: non i tifosi  che contano poco. Non i giornalisti che  contano zero. Gli azionisti (uno soprattutto) che contano e basta. Loro che dicono? 

Non starò a a spiegare a voi che siete colti chi sia Henry Louis Menken: “L'integralista  è uno che notando che una rosa odora meglio di un cavolo, ne conclude che se ne possa cavare una minestra migliore“ .

Nessuno sa cosa stia accadendo nello spogliatoio della Juventus. Ma un Andrea Agnelli che parla alla squadra prima della Finale di Coppa Italia è un sintomo da esaminare. Lo è anche quell'appunto di Sarri che spiega di essere “meno intransigente con i giocatori“ di quanto non fosse prima. Lo è soprattutto il linguaggio del corpo di alcuni giocatori: è il linguaggio di chi non crede a quello che sta facendo.  Sarri non verrà cacciato in corsa: non è costume della Juve farlo. Ma a meno di improbabili “miracoli” in campionato e in Champions il suo destino appare segnato. Solo che l'errore Sarri potrebbe trascinare nel vortice anche Nedved e Paratici suoi sponsor.

E potrebbe imporre alla Juventus una spaventosa cura dimagrante per almeno un triennio. I trofei portano denaro, non solo Coppe. La Juventus ne ha già persi due su due: 100%. Non ci sono indizi che le cose possano, a breve, migliorare. E date un'occhiata ad una fotografia. De Laurentiis (sfottendo) va a fine gara verso Sarri tendendo la mano. Sarri incavolato per essere stato definito dal suo ex datore di lavoro “avido“, svicola fingendo di non vederlo. Dietro, la faccia di Andrea Agnelli è un programma. Andrea Agnelli che personalmente ha messo al collo dei giocatori del Napoli le medaglie dei vincitori. Non pare - da quella foto - abbia digerito l'ennesima  "grezza“ del suo allenatore. Si può perdere. Ma se si perde senza un briciolo di classe, si  perde due volte. A Roma, finale di Coppa Italia, (probabilmente?) Sarri ha perso una volta di troppo .