L'IMBOSCATA - La genialità di Dybala e la determinazione di Vlahovic, ma c'è chi deve dare di più. Futuro de Ligt, scoperto un giochino "fraudolento". Pietra tombale sul sarrismo

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
11.02.2022 01:11 di Andrea Bosco   vedi letture
L'IMBOSCATA -  La genialità di Dybala e la determinazione di Vlahovic, ma c'è chi deve dare di più. Futuro de Ligt, scoperto un giochino "fraudolento". Pietra tombale sul sarrismo
© foto di Andrea Bosco

Presa  per i capelli. Dopo aver subito nel primo tempo. Dopo aver visto Berardi fare a fette Alex Sandro, dopo aver constatato che Allegri è un temerario che in questa  stagione tende a complicarsi la  vita. Pegolo in formato Dea Kali: costante dei portieri avversari della Juve. Ma Juve che deve allenarsi a calciare in porta. Tante occasioni create nel secondo  tempo, ma per sbloccarla  è servita  la genialità di Dybala, la determinazione di Vlahovic  con la complicità  di un difensore avversario. Il serbo è bravo. Ma evitare di caricarlo di troppe responsabilità. Può diventare un top assoluto. Ma non si pretenda la luna. Altri devono dare di più.  Come Arthur, la cui presenza in campo è sadismo allo stato puro da parte di Allegri. Acciughina è stato centrocampista di qualità. Lo sa meglio di qualsiasi altro quali siano le pecche non emendabili di Arthur. Ad ogni partita Arthur fa vedere la sua inadeguatezza. Checchè ne pensi Cassano. Sensi al confronto (in questo concordo con l'ex ragazzo di Bari Vecchia) è Maradona. Cosa altro deve accadere perché Allegri si decida a congedarlo? 

Il gol di Dybala  segnala che la “ditta”  funziona. Così come Morata alla Mandzukic. Ruggine  da smaltire per Bonucci, Cuadrado meno brillante del solito. Zakaria neppure avrebbe dovuto giocare. Locatelli indispensabile. Non giudicabile Rabiot. Ora si andrà a Firenze per la semifinale di Coppa Italia in un ambiente che risulterà caldissimo: normale se il tuo miglior giocatore decide di vestire la maglia della squadra che in città detestano. Segnalazione: il Sassuolo che ha fatto soffrire Madama è lo stesso che la Sampdoria aveva disintegrato. Seconda segnalazione:  dopo il Cagliari anche la Fiorentina ha vinto a Bergamo contro una Atalanta con troppe assenze, in evidente difficoltà. Ergo vietato distrarsi, vietato pensare che in fondo anche un pareggio,  eccetera. A Bergamo per consolidare il quarto posto. Gasperini ha una partita in meno. E prima dopo, uscirà dalla “buca“ . Quindi “ora“. Adesso .

Ci vuole protervia per dire che “certamente“ questo o quel giocatore si muoverà. Capita in Italia, come in Spagna (dove sono specializzati nel farsi ossessivamente i cazz... della Juve)  come in Gran Bretagna, come in Francia. In Germania dove sono seri e non gli va di riempire quotidianamente pagine di cazzate, non lo fanno. Il giochino è fraudolento e scoperto. Non citi le fonti, non spieghi  come quella “notizia“ abbia preso  forma . Ma la definisci “certa“ . Vagheggi dell'interesse di una, due, tre società, ma non hai una sola riga attribuibile ad un dirigente. Racconti del valore del giocatore. Che poi è quello che “tu“ e solo tu ipotizzi abbia. Affermi che il giocatore ha “deciso“ ma senza  una  sillaba a sostegno delle tue affermazioni. Ogni riferimento  a De Ligt è voluto.  E' un modo a mio parere patetico  di fare informazione.  E quelli che dicono di “sapere“  quasi sempre, nulla sanno. Esempio la vicenda Vlahovic. Solo “Tuttosport“ la aveva anticipata (e di molto)  come affare realizzabile a gennaio.  Per tutti era un acquisto impossibile per una Juve in “bolletta“, osteggiata da un Commisso che “mai“ avrebbe venduto  un altro giocatore della Fiorentina all'odiata rivale. Io lo confesso non lo ritenevo (e più volte l'ho detto e scritto) un affare possibile nel mercato di gennaio. Come è andata è noto. Ora  appaiono grotteschi i tentativi di qualche politico di “impallinare“  Vlahovic per presunta violazione della quarantena nel giorno delle sue visite mediche a Torino. Non mi piace parlare (sia pure di striscio) di politica in questa sede. Ma qualcuno rammenti  che anche i tifosi  “votano“.  Tifosi che magari si dimenticano dei balzelli subiti, delle restrizioni causate  dalla  pandemia. Ma che notoriamente in fatto di cose calcistiche hanno la memoria dell'elefante. Memoria che portano anche nella cabina elettorale.

Credo sia arrivato il momento di mettere una pietra tombale sul “sarrismo“. Ho sempre pensato che la Juve abbia vinto il suo ultimo scudetto “malgrado“ Sarri. Ma questa è solo una mia (opinabile) idea.  Quello  che salta agli occhi è lo sfacelo di una Lazio allo sbando. Malgrado gli Alberto, gli Immobile, i (soprattutto) Milinkovic Savic. La verità è che il gioco di Sarri che esaltò Napoli fu un esperimento non replicabile.  In speciali condizioni ambientali, con un allenatore che  veniva dagli sportelli di una banca, ma che indossava la tuta di Masaniello. Che parlava un “ linguaggio “companero“. Che andava a “matar“ i “poteri forti“ del calcio . Grazie ad una squadra irripetibile. Quell'Hamsik che faceva due fasi e segnava come un attaccante. Quel Jorginho che misurava calcio alla Guardiola. Quell'Higuain che senza il peso di essere l'uomo del destino segnò in una  stagione una valanga di gol. Esperimento non replicabile come del resto dimostrò (al netto della vittoria continentale) Sarri al Chelsea.  Troppo velocemente  dai suoi laudatores, Sarri è stato paragonato a Guardiola e a Sacchi. Con troppa protervia gli è stato concesso di affermare - successivamente -  di avere a disposizione giocatori “non allenabili“. Temerario dirlo di gente che aveva vinto scudetti e (Ronaldo) Champion's. Ora l'uomo che prende misteriosi appunti mentre la gara scorre, è “nudo“:  la “ripassata“  subita dalla Lazio contro il Milan è più che una pesante sconfitta. Pioli ha “uccellato“ Sarri preparando un pressing trappola: sulle intenzioni di gioco più che sulle giocate. Se la stella di Sarri come certe “nane“ è destinata  a spegnersi, lo dirà il tempo . Per ora a spegnersi è stato il “sarrismo“: ubriacatura tipicamente italiana . Sbornie  che al risveglio provocano un forte mal di testa. Nel calcio. E non solo.