Vidal a Corsera scaccia le nubi: "Qua sono e qua voglio restare a lungo, per vincere ancora tanto con questa maglia. Venerdì partita non decisiva"

Vidal a Corsera scaccia le nubi: "Qua sono e qua voglio restare a lungo, per vincere ancora tanto con questa maglia. Venerdì partita non decisiva"TuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 27 febbraio 2013, 09:10Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Arturo Vidal ha parlato oggi al Corriere della Sera:  «Quando sono a casa mi piace giocare con mio figlio Alonso — no, il nome non c’entra con la Formula 1 — che, per ora, al pallone preferisce i supereroi, adesso è Spiderman; o guardare un film di Steven Seagal con mia moglie Maria Teresa. Solo in campo sono un duro, in realtà sono un buono».

Dal Sudamerica all'Europa: «È stato un viaggio lunghissimo, non finiva più. Venti ore. Durante il volo sognavo e speravo che il sogno non finisse mai più».

La Juventus: «La squadra più forte d’Italia. Qua sono e qua voglio restare a lungo, per vincere ancora tanto con questa maglia. Non ci starebbero tutti i miei compagni (da lodare, non ha un compagno preferito). Accanto a me ho calciatori fortissimi. È per questo che abbiamo vinto. Il più simpatico è Simone Pepe. La forza della Juventus è l'unione del gruppo. Sia in campo che nello spogliatoio c’è grande sintonia. La Juventus può giocare con tutte le squadre alla pari: abbiamo sicuramente i mezzi per vincere sia la Champions che lo scudetto».

Il suo ruolo: «Ho sempre ricoperto lo stesso ruolo, anche quando ho cominciato, nel mio quartiere. Un barrio poverissimo. Davanti a casa mia c’era il campo di terra, diciamo così, del Rodelindo Roman, la squadra locale. Lì ho cominciato. Mi ricordo le partite con un pallone che, di un pallone da calcio, aveva la forma, ma il resto non so. Nel mio barrio non c’erano molti televisori, quindi di altri campionati vedevamo poco».

Lo zio:  «Per la mia carriera ringrazio lui, mia madre, la mia famiglia, il mio procuratore».

Il primo stipendio:  «Metà l’ho dato alla mamma. Con l’altra sono entrato in un supermercato e ho comprato di tutto e di più».

Amore per l'Italia: «non ho avuto il tempo di visitare. Mi piace tutto, il clima, il cibo, la gente, i tifosi che sono come quelli cileni, calienti. Squadre che giocano la palla, ogni partita una battaglia e il tifo speciale. Me gusta».

Antonio Conte: «Mi ha aiutato molto, mi ha sempre spiegato tutto, su come voleva che giocassi. Bravo ma esigente, deve essere per vincere. Magari lo pensi (adesso basta, riferito alla stanchezza), però non lo dici e tiri avanti». P

La partita di venerdì: «No,non vale lo scudetto, dopo ci sono ancora 11 partite, 33 punti. Troppi. Il Napoli è una squadra forte, gioca bene al calcio, ha giocatori pericolosi, su tutti Cavani e Hamsik, quelli che sanno segnare. È una partita aperta, me la immagino intensa, combattuta fin dall’inizio. Come il 3-3 del 2011. Quella gara ci ha aiutato molto: rimontare da 0-2 e da 1-3 ci ha dato consapevolezza. Bisogna affrontare il Napoli come sempre, da Juve. Andare avanti, non mollare. Molto difficile, un pronostico, chi gioca meglio vince».

Su Maradona: «Non l’ho mai visto, qualche filmato qua e là, ma penso che Messi, per quello che ha fatto alla sua età, sia molto meglio. A 26 anni ha già vinto tutto».