Spalletti scuote la Juve

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di Massimo Pavan
Juventus-Napoli, Spalletti scuote i bianconeri: "Dobbiamo riconquistare il rispetto che ci hanno tolto"

Luciano Spalletti non cerca alibi e soprattutto non intende arrendersi. Alla vigilia della delicatissima sfida tra Juventus e Napoli, il tecnico bianconero ha affrontato i temi più importanti del momento, dalla sconfitta contro il Genoa al ritiro imposto dalla società, passando per le possibili novità di formazione e il rapporto con la dirigenza. Il messaggio è chiaro: la Juventus deve ritrovare carattere, determinazione e voglia di vincere. Non bastano più le spiegazioni, servono risposte concrete sul campo.

Spalletti chiede una Juventus diversa: "Serve più voglia degli avversari"

Il tecnico ha individuato soprattutto nell'atteggiamento il punto di partenza per uscire dalla crisi."C'è solo una strada per vincere le partite: avere più voglia dei nostri avversari, le altre portano a perdere".Parole che rappresentano un richiamo preciso alla squadra, reduce da una prestazione deludente contro il Genoa.Spalletti vuole rivedere una Juventus capace di interpretare le partite con intensità, attenzione e soprattutto determinazione.Non si tratta soltanto di modificare il sistema di gioco o cambiare qualche interprete, ma di recuperare una mentalità competitiva.Contro il Napoli, avversario dotato di qualità tecniche importanti, servirà una prestazione completamente diversa.

Juventus, Spalletti annuncia possibili cambi: metà squadra ancora da decidere

Uno dei passaggi più interessanti della conferenza riguarda le scelte di formazione.

Spalletti ha infatti spiegato di avere ancora diversi dubbi sugli uomini da utilizzare contro gli azzurri."Ora devo fare delle scelte sul 50% della squadra. Ci sono diversi giocatori a cui potersi affidare".Una dichiarazione che lascia aperta la possibilità di vedere numerose novità rispetto alla formazione scesa in campo a Genova.Il tecnico ha parlato anche delle caratteristiche di alcuni calciatori, indicando in Locatelli un elemento paragonabile, per atteggiamento, a Daniele De Rossi.Su McKennie, invece, ha sottolineato una particolare sintonia con il proprio modo di interpretare il calcio.

Indicazioni che potrebbero avere un peso nelle scelte di centrocampo.Per quanto riguarda Zhegrova e Boga, Spalletti ha lasciato intendere che potrebbero essere utilizzati soprattutto durante la ripresa, qualora non dovessero partire titolari.

La sconfitta di Genova e il problema mentale: "La testa non può cedere"

Il passaggio più significativo della conferenza riguarda probabilmente la tenuta psicologica della squadra.Spalletti ha insistito sulla necessità di costruire una Juventus più forte nei momenti di difficoltà."Ci vuole qualcosa che sia infrangibile dal punto di vista di testa: i muscoli possono calare di forza, subire qualcosa, ma alla testa non gli è permesso".Un concetto che va direttamente al cuore dei problemi emersi nelle ultime settimane.La Juventus ha mostrato difficoltà non soltanto sul piano tecnico e tattico, ma soprattutto nella capacità di reagire agli episodi negativi.Quando subisce un gol, la squadra sembra perdere sicurezza e fatica a ritrovare ordine e convinzione.Spalletti vuole interrompere questa tendenza.Per riuscirci, però, servirà una risposta concreta da parte dei giocatori più rappresentativi.

Spalletti sul ritiro e sulle parole di Carnevali: piena sintonia con la società

Il tecnico ha affrontato anche il tema del ritiro deciso dopo la sconfitta contro il Genoa.Secondo Spalletti, trascorrere più tempo insieme può rappresentare un'opportunità per rafforzare il gruppo e recuperare quella compattezza che nelle ultime partite è mancata.L'allenatore ha sottolineato come i calciatori abbiano un buon rapporto personale e condividano volentieri il tempo anche fuori dal campo.L'obiettivo è trasformare questa vicinanza in maggiore responsabilità collettiva.Nessuna polemica, inoltre, sulle dichiarazioni dell'amministratore delegato Giovanni Carnevali."Sulle parole di Carnevali? È stato perfetto perché ha toccato i tasti giusti perché ha preso l'attenzione di tutte le componenti della società e i presenti. È stato chiarissimo".

Una presa di posizione netta, che conferma come l'allenatore condivida il richiamo della dirigenza alla squadra.

Spalletti e la fiducia della Juventus: "Non ho bisogno di essere ovattato"

Interrogato sul sostegno ricevuto dalla società, Spalletti ha risposto con grande determinazione."Non ho bisogno di niente, solo della reazione della squadra che devo riuscire a far trovare".Il tecnico ha ricordato di aver già affrontato situazioni complicate durante la propria carriera e di non avere bisogno di particolari rassicurazioni.Il suo obiettivo resta quello di ottenere risultati e riportare la Juventus a un livello competitivo.Particolarmente significativo anche il passaggio conclusivo:"Se qualcuno pensa che io abbassi o arretri di un pezzettino del mio lavoro, del mio obbligo, della mia ricerca, gli conviene cominciare ad aspettarsi qualcosa di diverso. Qualsiasi siano i risultati da qui in avanti".Una dichiarazione che suona come una risposta a chi mette in discussione la sua determinazione.Spalletti non vuole fare un passo indietro e non intende modificare il proprio atteggiamento di fronte alle difficoltà.

Juventus-Napoli, Spalletti vuole riconquistare il rispetto dei tifosi

La conferenza ha offerto anche un momento di riflessione sul percorso compiuto dal tecnico durante il suo primo anno sulla panchina bianconera.

Spalletti ha ammesso che i risultati attuali non possono soddisfare né lui né la squadra."Mi resta tutto il percorso che abbiamo fatto e attualmente non ci vede soddisfatti".Poi ha indicato l'obiettivo più importante:"Noi dobbiamo andare a riconquistare il rispetto che qualcuno ci ha tolto. Io voglio che succeda questo".Una frase che sintetizza il significato della partita contro il Napoli.

Contro il Napoli serviranno aggressività, equilibrio, capacità di soffrire e soprattutto la volontà di lottare fino all'ultimo minuto. Spalletti ha indicato la strada e si è assunto le proprie responsabilità. Ora la risposta deve arrivare dal campo.

Perché dopo Genova, più che una rivoluzione tattica, la Juventus ha bisogno di ritrovare qualcosa che sembra aver smarrito: il carattere di una grande squadra.