Spalletti ai Junior Reporter: "Cuore e testa fanno la differenza nello sport e nella vita"
Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei Junior Reporter sul canale Youtube della Juventus. "Bisogna essere desiderosi del sapere e non dell'avere – le parole del tecnico bianconero –. Dobbiamo avere come desiderio quello di sapere molte cose, non di possederle. Se conosciamo molte cose, poi possiamo arrivare ad avere tutto ciò che desideriamo. Per questo è fondamentale studiare: lo studio è la porta che permette di realizzare qualsiasi sogno".
La felicità cos'è per lei?
"La felicità più importante non è quella che proviamo noi stessi, ma quella che riusciamo a dare alle persone che abbiamo vicino. Quando la squadra vince sono contento, ma soprattutto perché rendo felici i tifosi e i bambini che sostengono la Juventus. Rendere felice qualcuno è una delle cose più belle che possano capitare".
Il calcio la diverte ancora come quando era bambino?
"Assolutamente sì. Da piccolo ero convinto che fare subito i compiti mi avrebbe lasciato più tempo per giocare. Amavo così tanto il calcio che chiedevo sempre un pallone come regalo, anche se ne avevo già tanti. Ancora oggi mi diverte perché ho avuto la fortuna di vivere tutte le categorie del calcio, prima da giocatore e poi da allenatore, fino ad arrivare alla Nazionale".
Qual è stata la decisione più difficile che ha dovuto prendere durante una partita?
"Di decisioni difficili ne ho dovute prendere tante. Cerco sempre di parlare alle persone come uomini, anche quando sono giovani. Credo che il cuore e la testa siano gli elementi che fanno la differenza in qualsiasi percorso e in qualsiasi obiettivo".
Come riesce a comunicare con giocatori che parlano lingue diverse?
"Bisogna imparare almeno qualche frase nella loro lingua. Non serve conoscere tutto il vocabolario, ma un complimento, una frase gentile o una parola particolare possono aiutarti ad arrivare al cuore delle persone e creare un rapporto più forte".
Quando era piccolo, chi l'ha aiutata nel percorso calcistico? Sua madre o suo padre?
"Mio fratello Marcello. Era più grande di me e mi ha insegnato moltissime cose. Mi voleva bene e cercava di prepararmi alle situazioni prima che le affrontassi. Tra fratelli è importante condividere ciò che si sa: se ciascuno insegna qualcosa all'altro, entrambi diventano più ricchi di conoscenze".
Ha mai allenato dei bambini? Le piacerebbe rifarlo?
"Sì, ho iniziato allenando ragazzi di 14 anni e mi piacerebbe tornare a farlo. Con loro mi sono trovato benissimo. A volte arrivavano prima dell'allenamento per aiutarmi a preparare il campo. Credo molto nell'importanza dell'ordine: un ambiente ordinato aiuta a lavorare meglio, sia nello sport sia nello studio".
Qual è la lezione più importante che ha imparato da una sconfitta?
"Una sconfitta è davvero tale soltanto se non ti insegna nulla. Se invece ti porta a riflettere, a migliorarti e a trovare soluzioni, allora diventa un insegnamento prezioso. Quando si cresce non si ricordano solo i risultati, ma soprattutto il percorso fatto e le persone con cui lo si è condiviso".
Mangia mai con la squadra? E chi segna il primo gol della stagione porta la torta?
"Questa è una bella idea e me la porto dietro. Bisogna sempre essere pronti a imparare dagli altri. Noi abbiamo due orecchie e una sola bocca perché dovremmo ascoltare il doppio di quanto parliamo. Da oggi prenderò spunto da questa proposta: chi segna il primo gol può portare la torta e condividere la gioia con tutto il gruppo".
Cosa sognava di fare da grande quando era bambino?
"Avevo diversi sogni, ma uno dei più grandi era diventare pilota d'aereo. Mi affascinava l'idea di guidare un velivolo. Poi, quando ho provato a volare e ho affrontato le prime turbolenze, ho avuto un po' di paura e il sogno è cambiato".
Quando vince una partita importante riesce a dormire o è troppo felice?
"Quando torno a casa dopo una vittoria penso ai sorrisi dei bambini che ho visto felici. Dopo tanti anni non ricordo tutti i risultati ottenuti, ma ricordo benissimo le facce sorridenti dei bambini. Quelle immagini restano dentro molto più di qualsiasi punteggio".
Quali sono le due cose più importanti per raggiungere un obiettivo?
"Cuore e testa. Sono loro che fanno davvero la differenza in ogni percorso della vita, nello sport come in qualsiasi altro ambito".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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