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Porrini all'attacco: "Nessuna esaltazione, servono due mesi di continuità. La Juventus deve seguire l'esempio di Vicario. Spalletti? Ha salvato la panchina, ma non è finita..."

Porrini all'attacco: "Nessuna esaltazione, servono due mesi di continuità. La Juventus deve seguire l'esempio di Vicario. Spalletti? Ha salvato la panchina, ma non è finita..."TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 12:30Primo piano
di Mirko Di Natale
L'ex difensore bianconero Sergio Porrini parla della Juventus, del ritiro che c'è stato, della permanenza di Spalletti e di Vicario

"La Juve è tornata alla vittoria, ma è un continuo di alti e bassi. Sono settimane che fa bene una partita e poi ne sbaglia subito un'altra, quindi non esaltiamoci più di tanto". Pensieri e parole di Sergio Porrini, ex difensore campione d'Europa e Intercontinentale con la maglia della Juventus nel 1996, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha analizzato gli ultimi avvicendamenti in casa bianconera e non solo:

Ci vogliono due mesi di risultati positivi

Dunque la Juventus non è in via di guarigione dopo il successo col Napoli di domenica sera?

"No, sono quattro o cinque anni che la Juventus va avanti così. E' dall'ultimo scudetto vinto con Sarri in panchina che non si vede una continuità".

Raccomandi prudenza, o sbaglio?

"Certo, ci vogliono almeno due mesi di risultati positivi. Poi se ne potrà discutere. La Juventus degli ultimi anni è troppo una montagna russa".

La Juve deve avere rabbia e dedizione al 100%

Il ritiro può aver aiutato?

"Nell'immediato riescono sempre a dare un risultato positivo, perché il ritiro crea amalgama e gruppo. E' un po' il discorso del cambio allenatore, però in soldoni cosa succede in quel frangente? Nulla. Ne ho vissuti diversi in carriera, anche nella Juve con Trapattoni, e sono stati più o meno tutti simili: all'inizio si nota l'atteggiamento sbagliato, ma poi sul lungo si torna ad essere quelli che si era in precedenza. Poche volte ottieni la vera svolta".

Nello specifico, approfondendo il discorso, cosa deve cambiare davvero?

"Deve esserci la responsabilizzazione dei giocatori, dell'allenatore e dell'ambiente, bisogna percorrere un certo tipo di strada che ti porta verso la rabbia agonistica e la dedizione completa al 100% per l'obiettivo. Se non capisci che la maglia va sudata, allora si torna ad essere al centro della critica. Io aspetterò per giudicare, come dicevo ci sono stati troppi alti e bassi negli ultimi anni".

Continuità? La si raggiunge in un solo modo

Come si può raggiungere questa continuità, a tuo parere?

"C'è solo un modo: stare zitti, lavorare e dare seguito alla prestazione che c'è stata contro il Napoli. Se non succede quest'ultimo passaggio, in automatico ti rendi conto che è stata soltanto una meteora. I risultati possono essere ottenuti soltanto attraverso prestazioni che possono essere convincenti dal punto di vista tecnico e morale, altrimenti restano tante chiacchiere che vengono portate via dal vento".

Tornando al match col Napoli, la vittoria è arrivata più per demerito avversario?

"No, è stata una partita tra due squadre deluse dalle prestazioni e dai risultati. L'ha meritatamente spuntata la Juventus, però entrambe fino all'altro ieri sono state deludenti sia in Italia che in Europa".

Però la Juventus non sta andando malissimo in Europa, anzi al momento sarebbe tra le qualificate senza play-off.

"E' in una situazione migliore rispetto al Napoli, d'accordo, ma in una competizione che vale meno. E bisogna valutare anche questo. Se tu vinci 5-0 contro il Nec che è in difficoltà nel suo campionato, non bisogna troppo esaltarsi. Ricordiamoci che la Juve gioca una competizione in cui le squadre sono tutte più o meno alla portata".

Spalletti non è salvo, quello da prendere è Conte nel caso

Parlando di Spalletti, la Juventus non lo ha mai messo in discussione ma c'è da dire che un allenatore che non ottiene risultati positivi è per forza di cose sotto i riflettori. Quindi ora, dopo questa vittoria, può definirsi salvo?

"Col Napoli ha salvato la panchina. La società non ne ha mai parlato, ma la strada sarebbe stata sicuramente in salita in caso di mancato risultato con i partenopei. Spalletti dovrà capire se questa partita rappresenta o meno la svolta, perché è logico che possa tornare sulla graticola nel caso in cui non dovesse riuscire ad avere una continuità".

Conte, Deschamps, Pioli, Paulo Sousa... Nelle ultime settimane, i nomi dei possibili successori non sono mai mancati.

"L'unico allenatore che realmente potrebbe dare un vero e proprio elettroshock, sotto tutti i punti di vista, è Antonio Conte. E' insieme a Gasperini l'unico a cambiare la mentalità di un ambiente, così come l'atteggiamento che alla Juventus adesso manca. Con lui o fai le cose fatte bene, oppure non fai parte del progetto. Poi mi vien da ridere nel momento in cui leggo il nome di Deschamps come traghettatore, ma come può accettare questo ruolo chi ha giocato e vinto una finale di Coppa del Mondo. Avrebbe più senso per Pioli e Paulo Sousa, che sono due allenatori che devono rilanciarsi".

Come hai visto la difesa con il Napoli?

"L'ho vista bene, ma non ho più voglia di parlare, Ora voglio vedere alzare l'asticella da parte di tutti, in modo da poter dire finalmente che il reparto difensivo è stato in grado di trovare solidità nelle prestazioni. E il tempo necessario per le valutazioni è un paio di mesi. Anche perché bisogna trovare ancora la base nei tre o nei quattro che scendono in campo, perché nelle grandi squadre vincenti ci sono sempre gli stessi difensori. Qui, invece, cambiano ogni partita poiché non riescono a trovare continuità nelle prestazioni".

Bisogna seguire l'esempio di Vicario

Ti aspettavi che Vicario riuscisse già a essere un leader di questa squadra?

"Non mi ha stupito affatto, la cosa bella è che la scena viene presa da un calciatore che se ne sente pochissimo parlare. Si sta ritagliando credibilità con il lavoro e le prestazioni, un po' quello che deve fare la Juventus. Bisogna seguire l'esempio di Vicario, che non parla e agisce coi fatti".

Si ringrazia Sergio Porrini per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.