PAUSE, RESET & PLAY

PAUSE, RESET & PLAYTuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lunedì 6 novembre 2017, 11:30Primo piano
di Caterina Baffoni

Paura, follia e inseguimento: Madama riparte così, con Gonzalo Higuain che dà il via alla rimonta, con una bella rete in girata su assist di Matuidi, per poi agguantare i tre punti con Cuadrado, bravo a sfruttare il cross di Alex Sandro e a scacciare tanti, troppi fantasmi in un pomeriggio che sembrava stregato per gli uomini di Max Allegri. E' stato un inizio surreale e davvero impensabile da credere se si pensa che al giorno dei festeggiamenti per il 120esimo compleanno del club, Ciciretti portava in vantaggio un Benevento a secco di punti da inizio campionato e che nulla aveva da perdere contro la migliore della classe, sfruttando subito l'ingenuità del ventitre bianconero che sbaglia il piazzamento della barriera su una punizione dalla distanza. Battiti accelerati e timori stavano prendendo di diritto la scena ad un insolito pomeriggio pumbleo di novembre che stava raccontando di una sfida a tratti clamorosa, totalmente diversa rispetto a tutte quelle che erano le aspettative dell'incontro.

Il dato positivo del match, semmai, è tutto racchiuso nella reazione, quasi forzata dalla situazione se vogliamo, e nella convincente prestazione di De Sciglio: doveroso sottolineare il giusto atteggiamento sontuoso, deciso e pulito negli interventi, in una partita che si è mostrata insolitamente delicata, di un giocatore giunto a Torino tra lo scetticismo dei più. 

Inoltre le tante occasioni da gol venivano puntualmente respinte da pali, traverse e da una sorta di "pullman" invisibile piazzato davanti all'estremo difensore giallorosso, o magari dalla stessa imprecisione degli attaccanti bianconeri, oltre ad un Dybala che non è piaciuto negli atteggiamenti: un paio di insoliti errori su punizione e la resa data dalla mancata responsabilità di calciare quelle successive. Questa la preoccupazione maggiore della serata probabilmente, che andrà rivista e rimodellata nell'aspetto psicologico dell'argentino. 

Chiariamo subito una questione: sarebbe al quanto ingeneroso parlare di una "brutta Juventus"  perché ha comunque creato un numero tendente a "più infinito" di occasioni, senza subire mai un Benevento scarno e vuoto nel gioco. A preoccupare semmai è stata l'imprecisione e la tipologia degli errori commessi sotto porta e la solita gestione dei minuti finali della partita su cui lo stesso mister Allegri tiene in guardia i suoi battendo chiodo fisso da inizio stagione a denotare tutta quella imprevedibilità e scarsa concentrazione che tendono a prendere troppo spesso il sopravvento.

A rendere positivo un pomeriggio insolito è stata anche la notevole saldezza dei nervi che ha permesso a Madama di vincere una partita non facile nonostante l'ampio e profondo divario tecnico fra le squadre, segno di quanto alta sia l'imprevedibilità di questo campionato. 

All’interno di una squadra che funziona collettivamente alcune di queste criticità vanno necessariamente evidenziate in un collettivo che molte volte non collabora con la dovuta applicazione, e certe disattenzioni risaltano in modo irritante, quasi come se si avesse l'irritante sensazione del poco impegno. Ma Allegri lo sa, e avrà tanto da lavorare sotto l'aspetto psicologico di una squadra che, soprattutto contro avversari sulla carta più deboli, fatica a esprimere tutto il suo potenziale, o non riesce a sovvertire a pieno una situazione da gol subìto. E occorrerà lavorare con attenzione perché il disagio non si cronicizzi. Ma è il primo a saperlo e, presi gli appunti degli errori e delle lacune commesse, raddrizzare la situazione senza perdere la calma è stato un segnale di una squadra unita e matura. 

La pausa Nazionale sembra giungere al momento opportuno per premere il tasto reset, e ripartire più affamati di prima.