Meno male che non dovrà marcare Ronaldo
24 anni, il 13 come maglia e una testa da giocatore navigato. Mattia Caldara arriva a Torino e in conferenza stampa in punta di piedi, accompagnato da famiglia e fidanzata a cui dedica un ringraziamento particolare, solo perché gli sta accanto tutti i giorni. Ha deciso un anno e mezzo fa di ritardare il suo arrivo alla Juventus, nonostante la dirigenza e l'allenatore lo volessero da subito, perché troppo giovane, perché ancora acerbo, perché con Gasperini sapeva di poter crescere ancora. "Il treno della Juve passa davvero una sola volta, io insieme alla mia famiglia sapevamo di non essere pronti due anni fa e ho deciso di aspettare. Per essere qui devi avere una certa attitudine al lavoro e allo sforzo quindi sono felice e penso di aver fatto bene. Il mio obiettivo è giocare, dimostrando al mister che valgo questa maglia" spiega il nuovo difensore bianconero. "Mister Gasperini mi ha dato tanto, mi ha detto di non aver paura, di dimostrare le mie qualità, senza di lui non sarei mai arrivato qui. Ha tirato fuori il mio meglio". Ora per lui si è aperto il mondo, immenso, della Juventus. Qui dovrà sudare, dovrà guadagnarsi una maglia da titolare. Giocherà nella Juventus di Cristiano Ronaldo, ergo, non dovrà marcarlo. "La Juve ha fatto un'impresa a portare Ronaldo qui, sono onorato di poter giocare con lui. Meno male poi, che sarà mio compagno perchè non saprei come marcarlo, il più difficile che ho marcato però è stato Mandzukic. Douglas Costa, l'anno scorso ha avuto qualcosa più degli altri, ma qui sono tutti forti".
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