C'è chi celebra il bilancio dell'Inter, ma non dice come ci si è arrivati!

C'è chi celebra il bilancio dell'Inter, ma non dice come ci si è arrivati!TuttoJuve.com
Oggi alle 00:26Firme Bianconere
di Luigi Schiffo
Pignoramento, Lion Rock, sponsor discutibile, Isole Cayman: altro che soldi veri dalla ricapitalizzazione come per la Juve

In queste ultime settimane alcuni siti specializzati hanno pubblicato i dati relativi ai bilanci di Juventus e Inter. Bianconeri in rosso per 66 milioni, nerazzurri in positivo per 22 milioni. Detto che Exor ha prontamente messo sul piatto 60 milioni di soldi veri per rimettere a posto i conti nell’ambito di una ricapitalizzazione complessiva di 250 milioni; sottolineato che pesa la mancata qualificazione Champions da una parte rispetto all’altra (per la seconda volta in quattro anni, di cui la prima per ragioni “politiche” e non calcistiche); preso atto che lo sponsor dell’Inter non è considerato regolare al di là delle Alpi e versa 30 milioni ogni anno, ci permettiamo di contestare i toni trionfalistici non tanto dei tifosi, quanto degli addetti ai lavori sui social.

Titoli giornalistici come  “Scudetti e bilancio in ordine, l’Inter ha chiuso i conti anche con le perdite dell’era Covid” sono a mio avviso tendenziosi. Intanto perché non è questione di “era Covid”, ma di “era Zhang” e qui un minimo di onestà intellettuale dovrebbe consigliare di ripercorrere la strada attraverso cui l’Inter è arrivata a ripianare i conti. Strada che ha offerto il fianco a una domanda ricorrente dal 2020-21 in poi, ovvero: “Ma l’Inter avrebbe potuto iscriversi al campionato?”.



Alla base di tutto c’è il prestito di 395 milioni da parte di Oaktree non restituito da Zhang, con conseguente pignoramento della società (se preferite, escussione del pegno). Nel comunicato in cui Oaktree subentra come proprietaria nel maggio del 2022 è scritto a chiare lettere: "Nel maggio 2021, con l'Inter che si avviava a registrare perdite finanziarie record per l'esercizio finanziario 2020/2021, Oaktree ha fornito alle holding dell’Inter le risorse necessarie per stabilizzare la situazione finanziaria del Club e continuare così ad operare, garantendo anche il pagamento di giocatori e dipendenti”. Dal che si deduce che Zhang non era in grado di farlo e quindi, secondo logica ma non secondo Covisoc (che poi si è dimessa in blocco) il pignoramento sottolinea l’assenza delle premesse per la continuità aziendale necessaria per l’iscrizione al campionato. C’è poi anche la questione di Lion Rock, titolare del 31% dell’Inter, svanita nel nulla senza comunicazioni ufficiali sul passaggio delle quote, comunicazione obbligatoria secondo le norme FIGC. Senza dimenticare gli sponsor più che discutibili provenienti dalla Cina, quelli inadempienti (Digitalbits) e quelli irregolari in Italia (Gate.io), ma raggiungibili dall’Italia con una sponda via Malta tramite il sito della società nerazzurra.

Il fatto che questi aspetti abbiano trovato scarsa eco mediatica, al di là dei rari spazi ottenuti dalla Fondazione Jdentità Bianconera e poco più, non vuol dire che non siano aspetti rilevanti. Per altro per vicende come “Doppia Curva”, o il procedimento per turbativa d’asta su San Siro, o ancora “Arbitropoli”, siamo certi che la procura FIGC, se fossero state questioni in bianconero e non in nerazzurro, avrebbe colpito duro con effetti anche sul bilancio. La vera considerazione da fare non sarebbe dunque tanto quella di “aver chiuso i conti con l’era Covid” quanto la seguente: com’è stato possibile che l’Inter sia rimasta indenne fino ad oggi in modo da poter aggiustare il bilancio? Per altro Oaktree è stata assorbita nel frattempo da Brookfield e anche questo passaggio non sembra chiarissimo, così come è poco noto che la nuova proprietà è coinvolta in alcune cause legali e di lei non si sa molto in generale, avendo sede nelle Cayman.

Quindi direi che chi, dal mondo nerazzurro, si premura di irridere l’aumento di capitale della Exor per la Juventus, dovrebbe prima dare qualche risposta a quanto sopra. Fermo restando che, come scritto in questa rubrica nel recente passato, non condividiamo la gestione “alla Moratti” intrapresa negli ultimi anni dalla proprietà bianconera. Ma un conto è mettere soldi veri per ripianare bilanci claudicanti per scelte sbagliate, un altro è aggiustare i bilanci uscendo indenni da vicende quanto meno opache in cui di soldi veri non c’è nemmeno l’ombra. Vale tutto, ma fino a un certo punto.